Newcleo al Nasdaq, 247 milioni per accelerare sul nucleare

La società debutta a Wall Street con una valutazione pre-money di 2,4 miliardi. I capitali sosterranno reattori al piombo, combustibile Mox e crescita negli Usa

Newcleo al Nasdaq, 247 milioni per accelerare sul nucleare© Shutterstock

Newcleo debutta oggi al Nasdaq dopo aver completato la fusione con la Spac NewHold Investment Corp. III e raccolto 247 milioni di dollari lordi. La società fondata e guidata da Stefano Buono arriva a Wall Street con una valutazione pre-money di circa 2,4 miliardi di dollari e utilizzerà i nuovi capitali per accelerare lo sviluppo dei reattori nucleari raffreddati a piombo e della produzione di combustibile Mox.

Il comunicato diffuso alla vigilia della quotazione chiarisce anche la struttura finanziaria dell’operazione: dei 247 milioni raccolti, 216 milioni arrivano dal collocamento privato Pipe e 31 milioni dal trust di NewHold. Altri 75 milioni potrebbero aggiungersi attraverso un accordo di acquisto già annunciato. Con questa operazione, Newcleo dichiara di aver raccolto complessivamente oltre un miliardo di dollari dalla nascita della società. Le azioni saranno negoziate con il ticker NWCL.

La Borsa di New York per finanziare la fase industriale

La quotazione serve soprattutto ad alimentare una fase di sviluppo ancora molto intensa sul fronte degli investimenti. Tra gli obiettivi indicati dalla società ci sono il completamento e l’esercizio del dimostratore non nucleare da 10 MWth in Italia, l’avanzamento dei percorsi autorizzativi negli Stati Uniti e in Francia e lo sviluppo di opportunità commerciali per reattori e impianti di produzione del combustibile.

In un’intervista a la Repubblica, Buono ha fissato anche le principali scadenze industriali: la fabbrica del combustibile Mox dovrebbe essere realizzata entro il 2031, mentre il primo reattore commerciale è previsto entro la fine del 2032. «Servono capitali importanti e il Nasdaq offre una platea globale di investitori abituati a finanziare tecnologie innovative e progetti di lungo periodo», ha spiegato il Ceo.

La pipeline dichiarata da Newcleo vale circa 9,2 gigawatt, equivalenti a 46 reattori da 200 megawatt. Secondo Buono, circa metà della domanda potenziale arriva dai data center, spinti dall’intelligenza artificiale, mentre l’altra metà riguarda comparti industriali come acciaio, cemento, carta e chimica.

Il mercato americano resta quello indicato come più rapido per arrivare alla prima installazione commerciale. Per l’Italia, invece, Buono considera il 2035 un obiettivo realistico per vedere un primo reattore, subordinandolo alla presenza di volontà politica, norme chiare e autorizzazioni efficienti.

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