Netflix accelera per chiudere la partita su Warner Bros. Discovery, portando avanti una nuova versione dell’accordo da quasi 83 miliardi di dollari, questa volta interamente in contanti. Il colosso di Los Gatos punta così a semplificare la struttura dell’operazione, abbattere i rischi esecutivi e rendere l’intesa più allettante per gli azionisti di Warner, che sarebbero chiamati ad approvarla con tempi più rapidi rispetto alla tempistica attuale, stimata tra primavera ed estate.
L’intesa iniziale, siglata a dicembre, valutava gli asset cinematografici e di streaming – in particolare Hbo Max – a 27,75 dollari per azione, di cui 4,50 dollari in titoli Netflix. Ma, come evidenziato anche in un articolo del Sole 24 Ore di oggi, la recente flessione in Borsa del gruppo streaming (-25% da ottobre), ha spinto Netflix a rivedere la proposta, convertendola in cash per rafforzarne l’appeal.
Paramount Skydance non è rimasta a guardare e ha alzato il livello dello scontro: il patron David Ellison ha annunciato una causa contro Warner Bros Discovery per presunta mancanza di trasparenza, lamentando l’assenza di informazioni sufficienti sull’accordo con Netflix. Paramount, inoltre, ha preannunciato una proxy fight per conquistare posizioni nel Consiglio di amministrazione e ostacolare l’intesa con il concorrente.
Il rilancio di Paramount
La contromossa di Ellison è una proposta ostile da 30 dollari per azione, tutta in contanti, per il controllo dell’intera Warner, compresa la divisione Global Networks (tra cui la Cnn). L’operazione raggiungerebbe un valore complessivo di circa 108,4 miliardi di dollari. Paramount ha anche evidenziato il supporto finanziario del padre Larry Ellison, co-fondatore di Oracle e sostenitore dell’intelligenza artificiale, pronto a prorogare l’offerta in scadenza il 19 gennaio.
Il board di Warner ha tuttavia respinto compatto l’offerta rivale, ritenendola meno solida a causa dell’elevata dipendenza da finanziamenti esterni. Le clausole di finanziamento sarebbero infatti un elemento di rischio per la chiusura dell’operazione, che nella versione Netflix appare invece più garantita. L’accordo con Netflix prevede penali importanti: 5,8 miliardi di dollari a carico della piattaforma in caso di stop regolatorio, 2,8 miliardi per Warner in caso di abbandono.
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