Mulone e Pascuzzi in corsa per guidare Mediobanca

Dopo la nomina di Grilli alla presidenza, che appare scontata, il nuovo a.d. sarà decisivo per il rilancio

Mulone e Pascuzzi in corsa per guidare Mediobanca© Shutterstock

Con la scelta ormai definita di Vittorio Grilli alla presidenza di Mediobanca, l’attenzione dei soci si sposta ora sul nome che guiderà operativamente la banca nel nuovo assetto post-Opas. Due i profili considerati più forti: Riccardo Mulone e Francesco Pascuzzi.

Mulone, attuale responsabile di Ubs Italia, ha già collaborato con Luigi Lovaglio nell’operazione che ha portato Mps al controllo di Mediobanca. Il suo nome appare tra i favoriti, come evidenziato in un articolo odierno del quotidiano La Stampa, forte anche del rapporto di fiducia costruito con Siena durante l’Opas.

Pascuzzi, manager di Goldman Sachs, è una figura stimata e resta in corsa. La sua esperienza nei mercati finanziari e l’assenza di legami diretti con il management uscente ne fanno una candidatura credibile per dare continuità al riposizionamento strategico della banca.

Gli altri nomi

Ci sono, però, da aggiungere altri nomi alla rosa dei candidati. Secondo La Stampa, si tratta di Francesco Cardinali, anche lui in forza a JP Morgan, ma in netto calo vista la difficoltà di ipotizzare un doppio addio alla banca americana insieme a Grilli.

Il Corriere della Sera di oggi, invece, non cita Cardinali, ma riporta il nome di Alessandro Melzi d’Eril, attuale a.d. di Anima Holding, come terza opzione per la guida operativa.

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Il nuovo assetto prevede un ruolo da presidente operativo per Grilli, che ha rinunciato a parte dello stipendio per superare le rigidità sulle politiche di remunerazione. Sostenuto dagli azionisti Del Vecchio, Caltagirone e ben visto da Palazzo Chigi, l’ex ministro è stato scelto per garantire equilibrio e incisività, in particolare sull’investment banking.

Intanto si completa il ricambio ai vertici: è stata scartata l’ipotesi di un traghettatore e si va verso un’uscita coordinata di Francesco Saverio Vinci, Alberto Nagel e Renato Pagliaro, segnando così la fine di un’era per Piazzetta Cuccia.

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Mps rafforza il controllo

Con il regolamento delle azioni portate in adesione, Mps ha raggiunto l’86,3% del capitale di Mediobanca. Una soglia che consente piena autonomia nella definizione della nuova governance e accelera la transizione verso l’integrazione industriale con Siena.

In parallelo, è iniziato a Rocca Salimbeni il lavoro operativo tra i manager delle due banche: presenti tra gli altri Gian Luca Sichel, Francesco Bachiller, Giuseppe Baldelli, Angelo Viganò, Clemente Rebecchini, il cfo Massimo Bertolini e il legale Stefano Vincenzi.

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