Il dossier Mps entra nella fase decisiva. Dopo una riunione fiume, il Consiglio di amministrazione si prepara a sciogliere oggi due nodi chiave: il futuro operativo dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio e l’indicazione di un candidato unico per la guida della banca, che sembra convergere verso
Le novità segnano un’accelerazione rispetto ai giorni precedenti: non solo la posizione del manager è sempre più in bilico, ma il board appare ormai orientato a compattarsi su un solo nome per la successione.
Mps, verso il ritiro delle deleghe a Lovaglio
Il punto più urgente riguarda le deleghe dell’attuale amministratore delegato. Dopo aver preso atto della sua candidatura con una lista rivale, il Consiglio ha avviato un confronto supportato da pareri legali e tecnici per valutare le contromisure.
Restano sul tavolo diverse opzioni: dal ridimensionamento dei poteri fino a scenari più radicali, con il possibile trasferimento delle deleghe al vice direttore generale Maurizio Bai. La linea che sembra prevalere è quella di limitare l’operatività dell’a.d. fino all’assemblea, evitando una rottura traumatica ma impedendo sovrapposizioni tra il ruolo di vertice e quello di candidato.
Il tema centrale resta la gestione dei rischi legali e reputazionali per una banca quotata e vigilata dalla Bce, mentre il consiglio cerca una soluzione che garantisca continuità operativa nelle settimane che portano al rinnovo dei vertici.
Palermo in pole come nuovo a.d. di Mps
La vera novità è però sul fronte della governance futura. Il Cda sarebbe ormai orientato a convergere su Fabrizio Palermo, ex Ceo di Cassa depositi e prestiti e oggi a.d. e direttore generale di Acea, come unico candidato amministratore delegato nella lista del board.
Finora la rosa comprendeva anche Corrado Passera e Carlo Vivaldi, ma secondo quanto pubblicato oggi dal quotidiano la Repubblica la scelta potrebbe cadere proprio su Palermo, ritenuto il profilo più adatto per portare avanti il piano strategico e per dialogare con gli investitori istituzionali.
L’indicazione di un solo nome servirebbe a rafforzare la campagna in vista dell’assemblea del 15 aprile, dando maggiore chiarezza al mercato e ai proxy advisor.
Una partita che si gioca sui fondi
Il doppio binario – gestione dell’uscita di scena operativa di Lovaglio e scelta del nuovo candidato – si inserisce in una sfida che si sposta sempre più sul terreno degli investitori istituzionali.
La lista alternativa promossa da Plt Holding, pur partendo da una quota limitata, punta infatti a raccogliere consensi tra i fondi, che avranno un ruolo decisivo nell’esito dell’assemblea. In questo contesto, la mossa del Cda di convergere su un unico candidato mira a compattare il fronte e rendere più efficace il confronto.
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Fabrizio Palermo© Photo by Simona Granati - Corbis/Getty Images




