Mps tra Intesa Sanpaolo e Banco Bpm, la linea del governo

Giorgetti conferma la neutralità del Tesoro sulle operazioni in corso, ma non esclude valutazioni attraverso il golden power nell’interesse pubblico

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Il governo mantiene una posizione di neutralità sulle operazioni che coinvolgono Monte dei Paschi di Siena (Mps), ma non esclude la possibilità di intervenire con prescrizioni nell’ambito del golden power. È quanto ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante l’audizione davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario.

Secondo il titolare del Mef, il consolidamento del settore bancario contribuisce alla stabilità del sistema, ma richiede attenzione sugli effetti che può avere sulla concorrenza e sulla presenza degli istituti nei territori. Per questo motivo il governo, pur senza ostacolare le operazioni di mercato, potrà valutare eventuali condizioni da imporre nell’interesse pubblico.

Giorgetti ha ribadito che il golden power è uno strumento «molto delicato» e che non viene utilizzato in modo arbitrario. Tuttavia ha precisato che, in relazione all’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps, potrebbero essere prese in considerazione prescrizioni finalizzate a garantire la concorrenza, l’assistenza alle piccole e medie imprese e la presenza di un adeguato livello di competizione nei diversi territori.

Il ministro ha inoltre richiamato il principio dell’interesse pubblico, sottolineando che il ricorso al golden power non dipende dal fatto che un soggetto sia italiano o straniero, ma dalla tutela della sicurezza nazionale sotto il profilo economico e finanziario. Nel corso dell’audizione, Giorgetti ha ricordato il percorso di rilancio della banca senese, definita una volta una «Cenerentola» e oggi tornata al centro dell’interesse del mercato. Le azioni dell’istituto hanno raggiunto quota 10 euro e la partecipazione residua del Mef, pari al 4,863%, ha un valore teorico di circa 1,6 miliardi di euro.

L’uscita del Tesoro dal capitale di Mps

L’obiettivo del governo resta quello di completare l’uscita dal capitale di Monte dei Paschi di Siena, ma senza fretta. La tempistica sarà infatti legata alla ricerca della finestra di mercato ritenuta più favorevole per massimizzare l’incasso.

La modalità individuata per la cessione della quota è quella dell’Accelerated Book Building (Abb), considerata dal ministro una delle soluzioni più efficaci e trasparenti. Nella valutazione dei tempi peserà anche il processo di consolidamento in corso nel settore bancario.

Le mosse su Banco Bpm e Crédit Agricole

Durante l’audizione si è parlato anche di Banco Bpm e della possibile crescita della presenza di Crédit Agricole nell’istituto. Il ministro ha evitato di sbilanciarsi, limitandosi a ribadire che le regole devono essere rispettate.

Secondo Bloomberg, il Gruppo francese starebbe valutando un aumento della propria partecipazione in Banco Bpm, attualmente pari al 22,9% alla fine del primo trimestre, dopo aver già ottenuto l’autorizzazione della Bce a salire fino a una quota vicina al 30%.

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