L’evoluzione del risiko bancario italiano entra in una nuova fase. L’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, sarebbe pronto a portare all’attenzione del consiglio di amministrazione del 22 giugno una possibile risposta all’offerta pubblica di acquisto e scambio lanciata da Intesa Sanpaolo sull’istituto senese, dal valore di 30,6 miliardi di euro.
Tra le opzioni allo studio resta aperta anche la prospettiva che coinvolge Banco Bpm, dopo la proposta di fusione tra pari avanzata nei giorni scorsi dall’istituto di Piazza Meda. Il Consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi si è impegnato a valutare entrambe le operazioni, mentre Banco Bpm mantiene per il momento un atteggiamento prudente.
La proposta prospettata da Banco Bpm prevede una fusione tra uguali e non il lancio di un’offerta. Ai valori di mercato attuali, il concambio porterebbe i soci di Siena al 61% del nuovo Gruppo e quelli milanesi al 39%.
La decisione finale dipenderà anche dalla capacità di Mps di individuare un’alternativa credibile all’offerta di Intesa Sanpaolo, che secondo molti osservatori parte da una posizione di forza. L’operazione promossa da Intesa prevede inoltre accordi con Unipol-Bper per il trasferimento di 635 filiali Mps e del marchio.
Nel frattempo, sul fronte Banco Bpm continua a essere osservata con attenzione la posizione di Crédit Agricole, primo azionista dell’istituto con una quota del 22,4%. Secondo quanto riportato dal quotidiano la Repubblica, i vertici francesi non si sarebbero opposti all’iniziativa verso Mps e, una volta conclusa questa fase, potrebbero tornare a confrontarsi con Banco Bpm su possibili sviluppi industriali.
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Le preoccupazioni di Siena per il futuro di Mps
La partita finanziaria si intreccia con le preoccupazioni del territorio. La sindaca di Siena Nicoletta Fabio, la presidente della Provincia Agnese Carletti e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani hanno discusso la situazione dell’istituto, sottolineando che ogni eventuale evoluzione dovrà essere accompagnata da adeguate garanzie per la tutela dell’occupazione.
Il tema è particolarmente sentito nella città toscana, dove il legame con il Monte dei Paschi resta centrale. Come riportato da La Stampa, cresce il timore per il futuro dei 2.200 posti di lavoro presenti nelle direzioni generali della banca e per le possibili conseguenze di una riorganizzazione della rete.
In attesa dei prossimi sviluppi, anche le autorità di vigilanza seguono la situazione. Il direttore generale di Bankitalia, Paolo Angelini, ha ricordato che l’istituto centrale dovrà esaminare la documentazione e valutare l’evoluzione delle operazioni. Angelini ha inoltre evidenziato come il settore bancario sia cambiato profondamente rispetto al passato, richiamando la necessità di far convivere una cultura secolare con le trasformazioni del sistema finanziario.
© Riproduzione riservataCosì Intesa Sanpaolo vuole costruire un gigante del risparmio

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