Mps, partita aperta: Delfin ago della bilancia

Verso l’assemblea del 15 aprile cresce il peso dei grandi soci e dei fondi: tra astensioni e possibili colpi di scena, l’esito resta incerto

Mps, partita aperta: Delfin ago della bilancia© Photo by Andrea Lensini/Corbis via Getty Images

A pochi giorni dall’assemblea del 15 aprile, il futuro della governance di Monte dei Paschi di Siena (Mps) resta incerto, con i grandi soci e i fondi internazionali pronti a giocare un ruolo decisivo. Il Consiglio di amministrazione ha convocato una riunione straordinaria per completare gli adempimenti in vista del voto e fare il punto sulle interlocuzioni con gli investitori.

La sfida vede contrapposte la lista del Cda uscente, che propone Fabrizio Palermo come amministratore delegato, e quella di Plt Holding, che candida Luigi Lovaglio. Nel frattempo si intensificano i contatti con il mercato, mentre emergono i primi orientamenti di voto.

Assemblea Mps: il peso di Delfin

Il vero elemento di novità riguarda Delfin, primo azionista con il 17,5%, che sarà presente all’assemblea dopo aver depositato le azioni. Una scelta tutt’altro che scontata e che cambia gli equilibri della partita.

La holding della famiglia Del Vecchio non ha ancora chiarito la propria posizione di voto: tra le ipotesi resta forte quella dell’astensione, ma non sono esclusi sviluppi diversi. La sua presenza, insieme al resto del mercato, potrebbe risultare determinante in un’assemblea che si preannuncia molto partecipata, con un’affluenza stimata intorno al 70%.

Nel corpo centrale della partita si inseriscono anche altri soci rilevanti. Francesco Gaetano Caltagirone, con una quota superiore all’11%, appare orientato a sostenere la lista del Cda, mentre restano da chiarire le mosse del Mef, titolare di circa il 4,8% e in fase di uscita. Come evidenziato oggi da Il Sole 24 Ore, il quadro resta fluido e aperto a possibili colpi di scena.

Il ruolo dei fondi e dei proxy advisor

Un altro fattore chiave è rappresentato dai grandi investitori istituzionali. Fondi come Blackrock (5%), Vanguard (3%) e Norges (3%) potrebbero orientare l’esito finale, così come il possibile appoggio di Banco Bpm (circa 3,7%-3,8%) alla lista del cda.

Le raccomandazioni dei proxy advisor hanno già inciso sul dibattito. Iss e Glass Lewis hanno suggerito di votare la lista del Consiglio, pur con alcune differenze sulla governance e con indicazioni articolate sui singoli candidati.

Secondo le prime indicazioni raccolte tra gli investitori, la lista del Cda avrebbe ricevuto un riscontro positivo, ma il risultato resta tutt’altro che scontato. Anche perché il fronte opposto, guidato da Pierluigi Tortora, ritiene di poter contare su circa il 22% dei consensi.

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