Nuove tensioni nel Consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena (Mps). Dopo la decadenza di Carlo Vivaldi, anche Fabrizio Palermo ha lasciato il board della banca con dimissioni immediate motivate dal dissenso sulle recenti decisioni di governance.
L’amministratore delegato di Acea e consigliere di Generali avrebbe contestato la scarsa valorizzazione dei consiglieri di minoranza e una limitata dialettica interna nei processi decisionali. Tra i nodi anche l’accesso ad alcuni documenti richiesti dai consiglieri di opposizione relativi a dossier Consob della precedente gestione.
Come riportato dal quotidiano Il Sole 24 Ore, Palermo avrebbe criticato una gestione considerata troppo “verticistica”, con decisioni concentrate nella maggioranza del cda guidato dal presidente Cesare Bisoni e dal Ceo Luigi Lovaglio.
Secondo La Stampa, il manager riteneva di non essere nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio ruolo nei lavori consiliari e nei comitati interni. Nonostante questo, nell’ultimo consiglio aveva votato a favore della composizione dei comitati endoconsiliari. Con l’uscita di Palermo e Vivaldi, i posti vacanti nel board dovrebbero essere assegnati a Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone.
Fuori da Mps, Palermo verso la conferma in Acea
Parallelamente all’addio a Mps, Palermo si avvia verso la riconferma come amministratore delegato di Acea. Secondo quanto riportato da la Repubblica, alla presidenza della municipalizzata romana potrebbe arrivare l’ex direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera.
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Fabrizio Palermo© Photo by Simona Granati - Corbis/Getty Images




