Mps, ora tocca a Siena: Banco Bpm attende una risposta

Dopo il lungo Cda di Piazza Meda resta confermato l'interesse per una fusione. Il vantaggio di Intesa Sanpaolo passa però dal premio in contanti

Mps, ora tocca a Siena: Banco Bpm attende una risposta© Shutterstock

Il Consiglio di amministrazione di Banco Bpm, riunito per oltre cinque ore, ha fatto il punto sulle possibili contromosse all’offerta di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena (Mps) senza assumere decisioni operative, ma confermando la volontà di proseguire sul progetto di aggregazione con la banca senese. Ora l’attenzione si sposta su Rocca Salimbeni, chiamata a valutare le alternative sul tavolo.

Secondo quanto filtra da Piazza Meda, spetta infatti a Mps decidere se aprire o meno un confronto sulla proposta avanzata da Banco Bpm, mentre il consiglio della banca toscana è atteso il 22 giugno.

Mps e Banco Bpm, il nodo del premio cash

Il principale ostacolo per Banco Bpm è rappresentato dalle condizioni economiche dell’offerta concorrente. L’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo vale 30,6 miliardi di euro e include oltre 3 miliardi di euro di componente in contanti, elemento considerato particolarmente rilevante dagli investitori istituzionali.

La proposta di Banco Bpm, invece, è basata sull’idea di una fusione tra pari e prevede l’avvio di un confronto per definire il concambio azionario, senza una componente cash. Proprio questo aspetto viene indicato come uno dei temi sui quali l’istituto guidato da Giuseppe Castagna dovrà riflettere se intende mantenere aperta la sfida. Come riportato questa mattina dal Corriere della Sera, è soprattutto sul fronte del denaro contante che Banco Bpm dovrebbe individuare eventuali correttivi per rendere più attrattiva la propria proposta.

Così Intesa Sanpaolo vuole costruire un gigante del risparmio

Il Cda di Mps dovrà esaminare sia la proposta di fusione amichevole presentata da Banco Bpm sia l’offerta non sollecitata di Intesa Sanpaolo e Unipol. La situazione è resa più complessa dalla cosiddetta passivity rule, che limita i margini di manovra del Monte dopo il lancio dell’offerta pubblica e impone il passaggio dall’assemblea straordinaria per eventuali operazioni straordinarie.

Crédit Agricole osserva gli sviluppi

Sul mercato cresce intanto l’attenzione per il ruolo di Crédit Agricole, primo azionista di Banco Bpm. I consiglieri espressione della banca francese hanno sostenuto fin dall’inizio il progetto di aggregazione con Mps e gli osservatori ritengono che le prossime mosse di Parigi possano diventare determinanti per gli equilibri della partita. Come riportato da Il Sole 24 Ore, tra le ipotesi che circolano vi sono sia un eventuale supporto per rafforzare la proposta su Siena sia il ritorno di un progetto di integrazione tra le attività italiane del gruppo francese e Banco Bpm.

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