Mps, Messina (Intesa Sanpaolo) chiude al rilancio dell’Opas

Il Ceo esclude rialzi e punta a chiudere entro l’anno. Sul tavolo restano Banco Bpm, Generali e governance senese

Mps, Messina (Intesa Sanpaolo) chiude al rilancio dell’OpasCarlo Messina, amministratore delegato di Intesa SanpaoloPhoto by Pier Marco Tacca/Getty Images

Intesa Sanpaolo conferma la rotta su Monte dei Paschi di Siena e chiude la porta a un ritocco dell’Opas da 30,6 miliardi di euro. Il messaggio di Carlo Messina è netto: “Ci sono zero possibilità” che il prezzo venga aumentato.

La linea dura arriva mentre il Gruppo può contare su risultati semestrali record e su una previsione di utile 2026 oltre 10 miliardi. Per Intesa Sanpaolo, i numeri rafforzano la credibilità dell’offerta e il progetto di integrazione con la parte di Mps destinata a entrare nel nuovo perimetro.

L’offerta prevede 16 azioni Intesa Sanpaolo ogni 10 titoli Mps, più un euro in contanti per ciascuna azione del Monte. Messina la considera “ben avviata” e conferma l’obiettivo di chiudere l’operazione entro la fine dell’anno.

Il Ceo rivendica la logica industriale dell’operazione: l’unione tra Intesa Sanpaolo, Mps e Mediobanca dovrebbe dare vita a un Gruppo “ancora più solido e profittevole”, con 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela entro il 2029, utile netto superiore a 16 miliardi e distribuzioni agli azionisti stimate in 61 miliardi tra 2025 e 2029.

L’operazione viene presentata anche come una soluzione senza rischi di integrazione e come un “porto sicuro” per gli azionisti del Monte, in una fase in cui Siena resta attraversata da tensioni industriali e di governance.

Così Intesa Sanpaolo vuole costruire un gigante del risparmio

Sul tavolo resta l’ipotesi di una risposta di Mps costruita intorno a Banco Bpm. Tra le strade considerate c’è anche un dividendo straordinario, eventualmente legato alla valorizzazione della quota in Generali detenuta da Mediobanca, pari al 13,3%.

Messina frena su entrambi i fronti. Per distribuire una cedola extra, Mps dovrebbe ottenere il via libera dell’assemblea e della Bce, anche per effetto della passivity rule. Sulla partecipazione in Generali, il tema è la dimensione dell’asset: pochi soggetti potrebbero permettersi un’operazione di quel peso.

Il rischio indicato da Messina è che una vendita sul mercato possa ridurre il valore delle azioni del 20-30%. In quello scenario, cambierebbe il concambio e l’offerta di Intesa Sanpaolo dovrebbe essere riconsiderata.

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