Mps-Mediobanca, via libera alla fusione. Scatta il delisting

La merchant bank di Piazzetta Cuccia sarà fusa per incorporazione nel Monte dei Paschi di Siena e lascerà Piazza Affari dopo 70 anni, mantenendo il 13% in Generali

Mps-Mediobanca, via libera alla fusione. Scatta il delistingUna foto di Piazzetta Cuccia, ingresso della sede di Mediobanca a Milano

Il dado è tratto: Mediobanca uscirà da Piazza Affari dopo 70 anni e sarà incorporata in Monte dei Paschi di Siena (Mps). Il Consiglio di amministrazione dell’istituto senese ha deliberato all’unanimità la fusione per incorporazione con conseguente delisting, confermando la linea già annunciata al mercato con l’Ops su Piazzetta Cuccia.

L’operazione porterà il Monte al 100% del capitale di Mediobanca, dopo aver raggiunto a fine settembre circa l’86% al termine dell’offerta. Il restante 14% sarà regolato attraverso il concambio che verrà definito dai Consigli di amministrazione e approvato dalle assemblee dei due istituti, sulla base delle valutazioni degli advisor.

Fusione Mps-Mediobanca, come cambia il Gruppo

La nuova architettura prevede che le attività di corporate & investment banking e di private banking di fascia alta confluiscano in una società non quotata, interamente controllata da Mps, che manterrà la denominazione Mediobanca Spa. Il marchio di Piazzetta Cuccia, definito di «altissimo valore», continuerà quindi a operare come entità autonoma specializzata nei servizi di consulenza alle imprese e ai grandi patrimoni.

Resterà invece sotto il cappello diretto del Monte la parte più retail: la rete di Mediobanca Premier, destinata all’integrazione con Banca Widiba, e le attività di credito al consumo di Compass, già distribuite dalla rete senese.

Uno dei punti più delicati riguarda la partecipazione in Generali. Il Consiglio ha stabilito che il 13% detenuto da Mediobanca nel Leone resterà nel perimetro della nuova Mediobanca Spa. La quota continuerà dunque a essere gestita all’interno della merchant bank, pur sotto direzione e controllo di Mps.

Sinergie per 700 milioni e piano al 27 febbraio

L’operazione si inserisce nel solco degli impegni annunciati a gennaio scorso, quando l’istituto guidato da Luigi Lovaglio aveva promesso 700 milioni di euro di sinergie, divise tra maggiori ricavi e minori costi.

Secondo quanto indicato nella comunicazione ufficiale, la nuova struttura punta al «raggiungimento degli obiettivi strategici e reddituali» e alla piena realizzazione delle sinergie industriali, con l’obiettivo di massimizzare la creazione di valore e valorizzare l’expertise distintiva di Mediobanca in un modello operativo specializzato.

Maggiori dettagli su tempi e aspetti tecnici emergeranno il 27 febbraio, in occasione della presentazione del nuovo piano industriale di Mps.

Governance e rinnovo del Cda

Parallelamente procede il lavoro sul fronte della governance. Il presidente Nicola Maione sta lavorando alla definizione della lista per il rinnovo del consiglio, previsto ad aprile. Tra i nodi centrali c’è la posizione dell’amministratore delegato: Luigi Lovaglio, superato lo scoglio del voto unanime sulla fusione, vede rafforzarsi le possibilità di conferma.

Il progetto di fusione dovrà essere approvato dai due Consigli e successivamente dalle assemblee degli azionisti. Solo allora si completerà l’addio di Mediobanca alla Borsa, chiudendo un capitolo aperto nel 1956.

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