La fusione tra Mps e Mediobanca entra nella fase decisiva con la definizione del rapporto di concambio, passaggio chiave per stabilire le condizioni finanziarie dell’operazione e avviare l’integrazione tra Siena e Piazzetta Cuccia.
Il progetto nasce dopo il successo dell’Ops del Monte dei Paschi (Mps), che ha portato il gruppo senese a conquistare l’86% del capitale di Mediobanca, e punta a ridisegnare l’assetto del gruppo con il delisting della banca d’affari da Piazza Affari.
Fusione Mps-Mediobanca: il nodo del concambio
Il rapporto di scambio è al centro del lavoro degli advisor. Sul concambio dovranno esprimersi anche i comitati per le parti correlate delle due banche. Le indicazioni degli analisti nelle scorse settimane indicavano un valore medio attorno a 2,3 azioni Mps per ogni titolo Mediobanca, mentre le valutazioni di mercato si muovono poco sotto, attorno a 2,2 azioni.
Il contesto di mercato resta però volatile. Le tensioni geopolitiche hanno colpito i titoli bancari e nelle ultime settimane Mps ha perso oltre il 20% in Borsa, mentre Mediobanca ha registrato un calo del 18,8%.
Mps-Mediobanca, concambio fissato a 2,45 azioni per la fusione
Come sarà organizzato il nuovo Gruppo bancario
Il piano di integrazione prevede che Mediobanca venga delistatae ricostituita come società controllata al 100% da Mps. All’interno della nuova struttura dovrebbero confluire le attività di corporate e investment banking, il private banking di fascia alta e la partecipazione del 13,2% in Generali.
Il Gruppo senese dovrebbe invece integrare alcune attività strategiche della banca milanese, tra cui il credito al consumo di Compass e le reti di promotori finanziari. Secondo quanto indicato da Mps, il completamento dell’integrazione è previsto entro la fine del 2026.
Governance e futuro della nuova Mps
Parallelamente alla definizione del concambio resta aperto il tema della governance del Gruppo. Come riportato oggi dal quotidiano La Stampa, l’amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio avrebbe cancellato gli incontri con gli investitori dedicati alla presentazione del piano di integrazione.
Il manager resta in contrasto con il Consiglio di amministrazione, che ha indicato una terna di possibili successori alla guida della banca composta da Corrado Passera, Fabrizio Palermo e Carlo Vivaldi. La scelta sarà sottoposta al voto dei soci nell’assemblea prevista il 15 aprile.
L’assetto definitivo del Gruppo e la gestione dell’integrazione tra Siena e Piazzetta Cuccia dipenderanno quindi anche dal prossimo amministratore delegato di Mps, chiamato a guidare una delle operazioni più rilevanti nel settore bancario italiano.
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