Monte dei Paschi di Siena (Mps) archivia il 2025 con risultati in forte crescita e un maxi dividendo per gli azionisti, ma il futuro del vertice resta legato alle prossime scelte strategiche. L’utile netto si attesta a 2,75 miliardi di euro, in aumento del 17,7% rispetto all’anno precedente al netto degli effetti fiscali. A livello di gruppo il risultato sale a 3,03 miliardi ante Purchase Price Allocation e si attesta a 2,761 miliardi dopo gli effetti contabili legati all’allocazione del prezzo di acquisto di Mediobanca.
La banca distribuirà oltre 2,6 miliardi di euro di dividendi, pari a 0,86 euro per azione, con un rendimento del 10%. Un segnale forte al mercato e agli azionisti, mentre si avvicina l’appuntamento del 27 febbraio, quando sarà presentato il piano industriale con l’integrazione di Mediobanca.
Nonostante i conti solidi, il titolo ha chiuso in calo del 3,45%, segno che l’attenzione degli investitori resta concentrata sulle mosse future e sull’assetto definitivo dell’operazione.
Il piano che pesa sul vertice
Il processo di integrazione con Mediobanca procede, ma il Consiglio di amministrazione non ha ancora assunto tutte le decisioni definitive. Le sinergie stimate dalla combinazione tra i due istituti sono pari a 700 milioni, con la possibilità di ulteriori miglioramenti.
Tra le ipotesi resta quella di una fusione, mantenendo in vita il brand Mediobanca per la clientela di fascia alta. Il mercato guarda anche al possibile delisting e a un’eventuale Opa residuale con un concambio simile a quello della scorsa estate, pari a 2,5 azioni Mps per ogni titolo Mediobanca.
L’acquisizione è stata definita da Luigi Lovaglio «una svolta decisiva, una pietra miliare della nostra storia», fondata su un forte razionale industriale e sulla creazione di valore duraturo. Sul fronte delle uscite da Piazzetta Cuccia, l’amministratore delegato ha assicurato che la situazione è sotto controllo e che sono state avviate iniziative per trattenere i migliori professionisti, anche se dall’annuncio dell’Ops le uscite sono state oltre 30.
Il piano industriale sarà dunque determinante non solo per chiarire l’assetto del Gruppo, ma anche per definire il futuro del manager alla guida del Monte.
Rinnovo del consiglio
Parallelamente al dossier industriale si apre la partita della governance. Il presidente Nicola Maione è al lavoro sulla lista per il rinnovo del Consiglio di amministrazione previsto in primavera. Il piano e la definizione della futura struttura del Gruppo si intrecciano con le valutazioni sul vertice, con Lovaglio in pole position ma in attesa delle decisioni finali.
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Luigi Lovaglio, attuale amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena (Mps)




