Il piano B di Siena ha un nome: Banco Bpm. Dopo aver messo in fila i punti critici dell’Opas di Intesa Sanpaolo, dal prezzo al possibile break-up con Unipol, il Cda di Mps prova a tenere aperto un secondo tavolo. Non una rottura con Ca’ de Sass, ma il tentativo di evitare che l’offerta già formalizzata resti l’unica strada praticabile.
La mossa passa dal lavoro dell’a.d. Luigi Lovaglio e degli advisor sulla geometria di una possibile aggregazione con Piazza Meda. Il dossier è complesso, perché dentro la partita entrano il peso di Crédit Agricole in Banco Bpm, gli equilibri del capitale e soprattutto il nodo Generali, destinato a condizionare ogni schema alternativo.
Mps-Bpm, l’alternativa a Intesa Sanpaolo
La possibile aggregazione con Banco Bpm resta il principale contro-schema sul tavolo. Il punto critico è costruire una proposta in tempi rapidi e con un equilibrio sostenibile tra azionisti, capitale e asset industriali. In questa partita pesa anche Crédit Agricole, salito a una quota vicina al 30% di Banco Bpm.
L’indiscrezione, data dall’agenzia Adnkronos e ripresa da alcuni quotdidiani italiani, riguarda una possibile fusione a cascata tra Mps e Banco Bpm, con il coinvolgimento indiretto della Banque Verte. Lo scenario avrebbe anche un riflesso assicurativo, perché al centro del dossier resta la partecipazione in Generali detenuta attraverso Mediobanca.
La posta in gioco, infatti, non riguarda soltanto il futuro di Mps o di Banco Bpm. La quota nel Leone di Trieste può spostare gli equilibri del capitale e attirare l’attenzione di più soggetti, italiani e stranieri. È anche per questo che il dossier bancario si intreccia con quello assicurativo.
Così Intesa Sanpaolo vuole costruire un gigante del risparmio
Secondo quanto riportato oggi da Il Sole 24 Ore, la partita su Generali è l’elemento più sensibile del riassetto, con l’attenzione della finanza francese e il ruolo di diversi azionisti italiani. Se Intesa Sanpaolo dovesse chiudere con successo l’operazione su Mps, salirebbe oltre il 16% di Generali, diventando un socio finanziario rilevante e un presidio di italianità del Gruppo triestino.
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Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena (Mps)




