L’uscita di scena di Luigi Lovaglio da Mps segna la fine di una fase cruciale per l’istituto, ma si accompagna a una rivendicazione forte dei risultati ottenuti negli ultimi quattro anni. Intervenendo alla conference europea di Morgan Stanley a Londra, il manager ha sottolineato come, dal suo arrivo nel 2022, il valore della banca sia cresciuto in modo esponenziale: da circa 300 milioni a 28 miliardi di euro di capitalizzazione.
Un bilancio che il Ceo uscente difende con decisione, nonostante la mancata ricandidatura per il rinnovo del consiglio di amministrazione previsto nell’assemblea del 15 aprile. Il banchiere ha ribadito la solidità del piano industriale presentato a fine febbraio, definendolo “operativo, strategicamente ben costruito e finanziariamente forte”, con una promessa di circa 16 miliardi di euro di remunerazione per gli azionisti.
Il piano Mps
Al centro della strategia di Mps, a prescindere dalla mancata riconferma di Lovaglio, resta l’integrazione con Mediobanca. È un’operazione che dovrebbe generare sinergie per almeno 700 milioni di euro e rafforzare il posizionamento competitivo del gruppo. Il progetto di fusione, già approvato dai consigli di amministrazione, rappresenta uno dei pilastri del rilancio e potrebbe portare alla creazione di uno dei principali poli bancari italiani.
Tuttavia, il momento è tutt’altro che privo di incertezze. Sul tavolo pesa il tema della governance, con dubbi sollevati anche dalle autorità di vigilanza europee sulla composizione futura del board e sulla qualità delle candidature. Queste tensioni si inseriscono in una fase delicata, in cui la banca deve garantire continuità strategica pur affrontando un cambio ai vertici.
La fase post-Lovaglio
Lovaglio ha cercato di rassicurare investitori e analisti, sottolineando che eventuali problemi di governance sono “transitori” e destinati a essere chiariti a breve. Il manager ha inoltre lasciato intendere che il piano potrà evolvere nel tempo, anche alla luce dell’impatto crescente dell’intelligenza artificiale sul settore bancario.
La sua uscita apre ora una nuova fase per Mps. Da un lato, resta l’eredità di un risanamento significativo, che ha riportato la banca al centro del sistema finanziario italiano. Dall’altro, si apre una partita complessa sulla leadership futura e sull’attuazione del piano industriale, in un contesto di mercato ancora incerto. Il futuro della banca dipenderà dalla capacità del nuovo management di consolidare i risultati ottenuti e portare a termine le operazioni strategiche avviate, mantenendo la fiducia degli investitori e delle istituzioni.
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L'a.d. di Mps, Luigi Lovaglio, durante un'intervista a Bloomberg Tv




