L’Opas da 30,6 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena (Mps) apre una fase di valutazioni anche per il management della banca senese. Mentre il mercato si interroga sull’esito dell’operazione, il gruppo guidato da Luigi Lovaglio sta analizzando le possibili opzioni a disposizione.
Come riportato oggi dal quotidiano la Repubblica, Mps ha avviato un lavoro di approfondimento con il supporto degli advisor finanziari Ubs e Bank of America, affiancati dal consulente legale Sergio Erede. L’obiettivo è valutare i margini di manovra dopo l’arrivo dell’offerta di Intesa, che prevede una redistribuzione degli asset tra il Gruppo guidato da Carlo Messina e il polo formato da Unipol e Bper.
Tra gli aspetti osservati dagli advisor ci sarebbero anche i possibili profili Antitrust dell’operazione e l’impatto che il nuovo assetto potrebbe avere sul mercato bancario.
Nel frattempo Mps continua a portare avanti il percorso di integrazione con Mediobanca, considerato uno dei pilastri della strategia costruita da Lovaglio negli ultimi mesi. I margini di azione della banca restano però limitati dalla passivity rule, che impone alle società oggetto di un’offerta pubblica di astenersi da iniziative che possano ostacolarne il successo senza il coinvolgimento degli azionisti.
Non è ancora chiaro quando il Consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi si esprimerà formalmente sulle offerte ricevute. Per il momento Siena prende tempo e studia le possibili contromosse, mentre il risiko bancario entra in una nuova fase.
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L'a.d. di Mps, Luigi Lovaglio, durante un'intervista a Bloomberg Tv




