Sono i giorni in cui si decide il futuro di Mps, e tutto (o quasi) ruota attorno a Luigi Lovaglio. Il Consiglio di amministrazione, come riportato ieri dal Corriere della Sera, ha riconosciuto all’attuale a.d. del Monte dei Paschi di Siena un bonus da 1 milione, pari al 100% della retribuzione fissa, proprio mentre si avvicina il rinnovo del board da cui è stato escluso.
Nelle stesse ore, il Ceo è volato a Londra per incontrare gli investitori e presentare il piano su Mediobanca insieme al Cfo Andrea Maffezzoni, passaggio chiave nel confronto con il mercato.
Due segnali che raccontano la stessa fase: Lovaglio resta il punto di riferimento sul piano industriale, ma il suo futuro si gioca sul terreno della governance in vista dell’assemblea del 15 aprile. Ed è proprio su questo fronte che, nei giorni scorsi, il quadro ha iniziato a definirsi.
Il dopo Lovaglio prende forma
In questo contesto, si inseriscono le mosse degli ultimi giorni. Come riportato da La Stampa lo scorso lunedì 16 marzo, Fabrizio Palermo, tra i candidati per il dopo Lovaglio, è stato il primo a esporsi: «Ho dato la disponibilità a entrare nella lista del consiglio di Mps per dare il mio contributo». Restano sul tavolo anche i nomi di Corrado Passera e Carlo Vivaldi, mentre lo stesso Lovaglio non esclude una propria candidatura.
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Luigi Lovaglio, attuale amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena (Mps)




