Mps, la Borsa spinge Intesa Sanpaolo. Bpm più lontana

Mps, la Borsa spinge Intesa Sanpaolo. Bpm più lontana

Mps e Banco Bpm sembrano sempre più lontane. Dopo lo stop al progetto di terzo polo, la Borsa punta con maggiore decisione sull’Opas di Intesa Sanpaolo, che ai prezzi di ieri è salita a un premio implicito dell’1,5%, pari a oltre mezzo miliardo di euro di valore.

Il rialzo di Intesa dell’1,4% e quello di Mps dello 0,9% rafforzano il messaggio già arrivato dal mercato nei giorni scorsi: l’offerta di Ca’ de Sass resta la strada più concreta, mentre le possibili mosse alternative di Luigi Lovaglio, amministratore delegato del Monte, si fanno più difficili.

Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano la Repubblica, l’ipotesi di un’Opa di Mps su Banco Bpm, rilanciata nei giorni scorsi dal Financial Times, appare ormai fuori discussione. Il nodo resta Crédit Agricole, primo socio del Banco con il 29,3%, che ha già fatto sapere di non gradire quell’operazione e di preferire una fusione con Crédit Agricole Italia.

Aternative sempre più strette

Anche l’altra ipotesi circolata negli ultimi giorni, cioè mettere all’asta o distribuire la partecipazione del 13,2% legata a Mps-Mediobanca, si sarebbe fermata davanti al no di Caltagirone, secondo azionista del Monte. L’idea, ricondotta a Goldman Sachs, avrebbe rappresentato una possibile carta difensiva, ma non sembra aver trovato spazio.

Nel frattempo Lovaglio ha risposto alla Consob, spiegando i contorni del matrimonio ormai sfumato con Banco Bpm. Il passaggio conferma che il dossier non è più solo industriale e finanziario, ma anche regolatorio: il Consiglio di amministrazione del Monte deve ora muoversi in un quadro sempre più stretto, con il mercato orientato verso Intesa e con Parigi decisiva su qualsiasi ipotesi che riguardi Piazza Meda.

Sullo sfondo si muove anche il governo. Giancarlo Giorgetti ha accettato di incontrare il 20 agosto le istituzioni della Toscana e di Siena per discutere del futuro di Mps. Il ministro dell’Economia ha inoltre avuto un confronto con i colleghi di Palazzo Chigi, mentre resta aperto il tema del peso crescente di Crédit Agricole in Banco Bpm.

La banca francese è salita nel tempo fino al 29,3% del Banco, ponendosi di fatto come arbitro di ogni operazione su Piazza Meda. È un elemento politicamente sensibile: se l’Opas di Intesa su Mps andasse in porto, il risiko bancario italiano entrerebbe nella fase finale con Intesa rafforzata, UniCredit proiettata sulla Germania e Banco Bpm sotto la forte influenza francese.

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