Carlo Messina difende l’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps e la presenta come una partita industriale, non come un’operazione di potere. Nel pieno del risiko bancario, l’amministratore delegato del Gruppo torinese ha definito la proposta su Siena «un’offerta di mercato concreta», rivolta agli azionisti del Monte dei Paschi.
«Mi sento un uomo di mercato e penso di aver fatto finalmente in questo Paese un’operazione di mercato», ha detto Messina, aggiungendo che, se gli azionisti di Mps ricevessero una proposta migliore, «saranno altri che faranno l’operazione». Il messaggio arriva in una fase in cui il settore resta attraversato da incroci tra banche, assicurazioni e azionisti esteri.
Il Ceo di Intesa Sanpaolo ha collegato il dossier anche alla sicurezza nazionale degli asset strategici italiani. «Sono anche un italiano», ha spiegato, sottolineando l’importanza di guardare a chi possa garantire «l’indipendenza e la sicurezza nazionale degli asset strategici di questo Paese». In questo quadro, ha aggiunto, «possiamo essere solo noi e certamente non i francesi o i tedeschi».
Il riferimento è al contesto competitivo che ruota attorno a Banco Bpm, Crédit Agricole, UniCredit e Commerzbank, oltre alle possibili interlocuzioni tra Mps e Generali. Sull’ipotesi di un asse tra Siena e Trieste, Messina ha minimizzato: è naturale che le due società si parlino, ha osservato, visto che Mps è oggi il principale azionista della compagnia.
La proposta di Intesa Sanpaolo ha un valore di 30,6 miliardi tra azioni e cash e punta a sinergie stimate in 2,9 miliardi l’anno. L’operazione, insieme a Unipol-Bper, si inserisce nel riassetto degli equilibri del settore bancario italiano.
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La road map verso fine anno
La tabella di marcia resta confermata: assemblea il 10 settembre, poi il passaggio presso le authority competenti e l’obiettivo di chiudere l’operazione «ragionevolmente entro la fine dell’anno». Messina ha anche rassicurato i territori interessati dal riassetto. L’approccio di Intesa, ha detto, è quello di investire sui territori, assumere giovani, lavorare per il sociale, rafforzare il credito e sostenere le famiglie. Una linea condivisa, secondo il banchiere, anche da Unipol e dal presidente Carlo Cimbri.
Secondo quanto riportato oggi da il quotidiano il Giornale, il Mef dovrà cedere il suo 4,86% del Monte prima dell’avvio dell’Opas di Intesa e la successiva finestra utile per l’operazione sarà a fine agosto.
Scelte Future
Le dichiarazioni sono arrivate a Torino, durante la presentazione di “Scelte Future”, progetto promosso con Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Ufficio Pio. L’iniziativa prevede un fondo da 10 milioni di euro destinato a 2.000 bambini tra zero e sei anni appartenenti a famiglie con Isee fino a 15 mila euro.
I genitori potranno accantonare ogni mese tra 5 e 30 euro per gli studi dei figli, con raddoppio dei versamenti grazie al fondo finanziato in parti uguali da Intesa Sanpaolo e Compagnia di San Paolo. Il progetto pilota partirà nella seconda metà del 2026 dal Piemonte; è prevista poi l’estensione a Liguria e Valle d’Aosta.
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