Fumata grigia per il Consiglio di Monte dei Paschi di Siena (Mps), che ha rinviato ogni decisione al 28 gennaio. L’organo, riunitosi sotto la guida del presidente Nicola Maione, ha optato per un supplemento di istruttoria sul regolamento che definisce le procedure per la formazione della lista del Consiglio di amministrazione uscente, in vista del rinnovo dei vertici previsto per il 15 aprile.
La scelta del rinvio, condivisa all’unanimità dai consiglieri, punta a raggiungere una soluzione condivisa in un momento delicato, segnato da frizioni interne al board e tensioni politiche e giudiziarie. In particolare, a dividere è il ruolo dell’attuale amministratore delegato Luigi Lovaglio, che secondo il comitato nomine – presieduto da Domenico Lombardi – dovrebbe essere escluso dalle consultazioni con gli azionisti e dalle procedure di formazione della lista.
La decisione di limitare il coinvolgimento dell’a.d. nasce dall’indagine condotta dalla Procura di Milano, che ha ipotizzato un patto occulto tra Delfin e il Gruppo Caltagirone – entrambi azionisti di Mps e Mediobanca – volto a esercitare un controllo coordinato su Piazzetta Cuccia. Nell’inchiesta, insieme ai due soci, risulta indagato anche Lovaglio. Secondo tre pareri legali presentati al consiglio, sarebbe prudente limitare i contatti diretti tra l’a.d. e gli altri indagati per evitare rischi legali per l’istituto.
Nonostante ciò, secondo quanto riportato da la Repubblica, la Consob non prevede l’esclusione automatica dal voto, attivo o passivo, per gli amministratori sotto indagine, a condizione che il mercato sia informato di eventuali conflitti d’interesse. Da qui l’ipotesi che il veto nei confronti di Lovaglio possa essere parzialmente rivisto: potrebbe restare escluso dalle interlocuzioni con i soci, ma non dal voto sulla lista.
I prossimi appuntamenti chiave
In questo clima di incertezza, il board ha deciso di prendersi una settimana in più per affinare il testo del regolamento, valutare gli scenari e tentare una ricomposizione degli equilibri interni. Come scrive oggi La Stampa, sebbene l’attuale a.d. abbia l’appoggio del Ministero dell’Economia, una maggioranza del board sembrerebbe favorevole all’esclusione di Lovaglio dal processo, almeno fino a nuove valutazioni.
Il piano industriale dovrà essere presentato entro fine marzo alla Bce, le cui interlocuzioni con Siena sono già in corso. Il 4 febbraio si terrà un’assemblea straordinaria per approvare le modifiche statutarie, mentre il 9 e il 10 febbraio saranno dedicati all’approvazione dei conti 2025 e al progetto di bilancio.
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