Mps, il voto dei soci può ridisegnare il piano di Lovaglio

L’assemblea dovrà pronunciarsi sulla fusione con Mediobanca e sulle offerte per Banco Bpm e Banca Generali. Restano divisioni nel Cda

Mps, il voto dei soci può ridisegnare il piano di Lovaglio© Photo by Marco Secchi/Getty Images

Monte dei Paschi di Siena (Mps) prepara un’assemblea del 29 ottobre destinata a decidere una parte rilevante del futuro del Gruppo. Il Cda ha integrato l’ordine del giorno portando al voto dei soci la fusione per incorporazione di Mediobanca, insieme alle proposte di offerta pubblica di scambio su Banco Bpm e Banca Generali e ai relativi aumenti di capitale.

La riunione del Consiglio è durata circa nove ore ed è stata segnata ancora una volta da posizioni differenti all’interno del board. Secondo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera, le deliberazioni sono state assunte a maggioranza, mentre il Cda ha esaminato con gli advisor anche gli aspetti tecnici e autorizzativi delle operazioni pensate dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio in risposta all’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps.

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Tra i punti sottoposti agli azionisti ci sarà la fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps, dopo il via libera della Bce. Il progetto comprende anche la scissione parziale di Mediobanca Premier funzionale a Widiba. Con il completamento dell’operazione, Mediobanca uscirebbe dalla Borsa.

L’assemblea sarà chiamata inoltre a pronunciarsi sull’acquisizione della partecipazione in Generali oggi detenuta da Mediobanca. Il progetto di Lovaglio prevede di utilizzare una parte di queste azioni per una distribuzione straordinaria agli azionisti Mps, collegata alla strategia delle due Ops.

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Il voto sulle offerte per Banco Bpm e Banca Generali rappresenta il passaggio più delicato. Lovaglio ha però sottolineato che le diverse operazioni non devono necessariamente essere approvate o respinte in blocco e ha invitato a non leggere l’assemblea come «un referendum» tra il piano di Siena e l’offerta di Intesa, ma come un modo per preservare «l’opzionalità di avere almeno due alternative».

Prima dell’assemblea peseranno anche le indicazioni dei proxy advisor e le scelte dei grandi soci. Il Mef, come già annunciato in precedeenza, non parteciperà al voto, mentre resta da capire la posizione di Delfin, titolare del 17,5%. Leonardo Maria Del Vecchio ha indicato come criterio per la holding la scelta dell’opzione capace di garantire maggiore flessibilità e creazione di valore.

Il consiglio ha inoltre registrato il rientro di Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro, cooptati al posto di Carlo Vivaldi e Fabrizio Palermo. La loro nomina sarà a sua volta sottoposta all’assemblea, mentre il prossimo Cda è previsto nella prima metà di ottobre.

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