Federico Freni promuove l’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo su Mps insieme a Unipol. Dal Forum Teha di Cernobbio, il sottosegretario all’Economia del Mef ha definito l’offerta «un’operazione strutturata, importante e intelligente», mentre la contromossa del Monte dei Paschi di Siena su Banco Bpm e Banca Generali viene giudicata «difensiva, meno strutturata». Per Freni, tra le operazioni in campo «solo una ha la possibilità di andare in porto».
Uno degli elementi indicati dal sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) riguarda il profilo Antitrust. Il coinvolgimento di Unipol, attraverso Bper nella seconda fase dell’operazione, consentirebbe secondo Freni di affrontare preventivamente il problema della concentrazione degli sportelli che nascerebbe in caso di successo dell’offerta di Intesa.
Sul fronte pubblico, il Tesoro mantiene ancora il 4,86% di Mps e non indica una data per l’uscita definitiva dal capitale. La partecipazione, ha spiegato Freni, sarà ceduta «nel momento di maggiore convenienza per il Mef e quindi di maggior convenienza per i cittadini». Il sottosegretario ha inoltre ribadito che la quota pubblica non sarà utilizzata per orientare l’esito del risiko.
La linea sulla neutralità dell’esecutivo è stata ribadita anche dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Sempre da Cerbobbio, il ministro ha spiegato che il Governo non intende «intervenire né interferire con le operazioni in corso», aggiungendo che la procedura di dismissione della partecipazione in Mps era già partita prima dell’avvio delle offerte e che ora il Tesoro è «di fatto congelato».
Intesa si prepara intanto al passaggio assembleare necessario per l’aumento di capitale a servizio dell’Opas. Il presidente Gian Maria Gros-Pietro si è detto fiducioso sull’esito del voto, ricordando che il 56% del capitale è detenuto da investitori istituzionali internazionali e che i principali proxy advisor, Glass Lewis e Iss, si sono espressi a favore dell’operazione.
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