Mps, il peso dell’Opas Intesa sulle offerte per Bpm e Generali

Il ricalcolo ai prezzi del 5 giugno porta le Ops a uno sconto dell’8,1% su Banco Bpm e del 3,2% su Banca Generali

Mps, il peso dell’Opas Intesa sulle offerte per Bpm e Generali© Shutterstock

Le offerte di Mps su Banco Bpm e Banca Generali cambiano volto una volta eliminato l’effetto dell’Opas di Intesa Sanpaolo sul titolo della banca senese. Il ricalcolo effettuato prendendo come riferimento le quotazioni del 5 giugno, come richiesto dalla Consob, porta il corrispettivo implicito a uno sconto dell’8,1% su Banco Bpm e del 3,2% su Banca Generali. Un risultato molto diverso dalle condizioni presentate ad agosto, quando l’offerta sul Banco era stata indicata alla pari e quella sulla banca private con un premio del 10%.

La differenza nasce dalla corsa in Borsa di Mps successiva alla mossa di Intesa, che ha aumentato il valore delle azioni utilizzate da Siena come moneta per le due Ops. Ai prezzi dell’11 settembre, infatti, il quadro si ribalta: Mps calcola un premio del 3,4% per Banco Bpm e del 12,8% per Banca Generali. Il confronto tra le due valutazioni diventa un passaggio centrale per gli azionisti chiamati a decidere sulle operazioni. Il valore offerto oggi incorpora anche l’effetto dell’Opas rivale su Mps, mentre il riferimento precedente alla mossa di Intesa Sanpaolo restituisce condizioni meno favorevoli per i soci delle due società target.

Il nodo Crédit Agricole

Sul fronte Banco Bpm si aggiunge una variabile che può incidere direttamente sulle possibilità di successo dell’offerta. Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, Crédit Agricole, primo azionista di Piazza Meda con il 29,3%, avrebbe manifestato a Luigi Lovaglio la propria contrarietà all’Ops, ritenuta poco interessante e non in grado di creare un valore adeguato per gli azionisti. La banca francese guarderebbe invece a un progetto di fusione tra Crédit Agricole Italia e Banco Bpm.

La posta per il Gruppo francese è rilevante anche in termini di capitale: se Mps conquistasse Banco Bpm, la partecipazione di Crédit Agricole si diluirebbe dall’attuale 29,3% a circa il 10,9-11,1%. L’alternativa della fusione con le attività italiane della Banque verte avrebbe però un percorso societario complesso: servirebbe un’assemblea straordinaria con una maggioranza dei due terzi e Crédit Agricole, in quanto parte correlata, non potrebbe partecipare al voto.

Il filone Generali

L’altro filone riguarda gli effetti del piano Mps sugli equilibri azionari di Generali. Secondo Il Sole 24 Ore, il progetto prevederebbe la distribuzione agli azionisti Mps di circa il 4,5% del Leone, riducendo all’8,8% circa la partecipazione che rimarrebbe in capo alla banca senese. Tra le possibili conseguenze anche una nuova valutazione da parte dell’Ivass, dopo l’autorizzazione concessa a Mps per detenere indirettamente attraverso Mediobanca una partecipazione qualificata in Generali. Prima che le due Ops possano entrare nella fase decisiva resta comunque il passaggio degli azionisti di Mps: l’assemblea straordinaria chiamata a pronunciarsi sulle operazioni è fissata per il 29 ottobre.

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