Mps, il Cda revoca le deleghe a Lovaglio

Dopo giorni di stallo arriva la decisione: l’a.d. sospeso anche da direttore generale. La gestione passa al vice direttore Maurizio Bai in attesa dell’assemblea

Mps, il Cda revoca le deleghe a LovaglioL'a.d. di Mps, Luigi Lovaglio, durante un'audizione della Commissione parlamentare di inchiesta sistema bancario, finanziario e assicurativo, tenutasi lo scorso ottobre

Dallo stallo alla decisione. Il Consiglio di amministrazione di Mps chiude tre giorni di riunioni e interviene in modo netto sulla posizione di Luigi Lovaglio, revocandogli tutte le deleghe e sospendendolo anche dal ruolo di direttore generale.

Una svolta che segna il passaggio da una fase di valutazione a un’azione concreta, destinata a ridefinire gli equilibri interni della banca a poche settimane dall’assemblea del 15 aprile.

Mps, stop operativo per Lovaglio

Il provvedimento è arrivato al termine di una lunga maratona del Cda, che ha deciso di avocare a sé tutti i poteri dell’amministratore delegato e di sospendere il manager dalle funzioni operative. Secondo quanto riportato oggi da Il Sole 24 Ore, la decisione chiude il confronto interno dopo giorni di analisi e segna di fatto l’uscita di Lovaglio dalla gestione della banca.

La misura più incisiva è proprio la sospensione dal ruolo di direttore generale, che completa il quadro di un progressivo svuotamento dei poteri. Lovaglio resta formalmente nel Consiglio, ma senza leve operative.

La gestione passa a Bai fino all’assemblea

Per garantire la continuità operativa, il cda ha affidato le deleghe al vice direttore generale vicario Maurizio Bai, figura interna con lunga esperienza nell’istituto. Il suo incarico avrà natura temporanea: la gestione è destinata a proseguire così fino al rinnovo del board, quando l’assemblea sarà chiamata a ridefinire la governance della banca.

La decisione del Cda non chiude la partita, ma la sposta sul piano assembleare. Lovaglio, infatti, resta in consiglio e continua la corsa con la lista alternativa. Secondo il quotidiano la Repubblica, il confronto è destinato a trasformarsi in una vera e propria resa dei conti tra azionisti, con il voto del 15 aprile che deciderà la futura guida della banca.

Nel frattempo, il mercato ha reagito positivamente alla stabilizzazione della governance, mentre si attendono le indicazioni dei proxy advisor, decisive per orientare i fondi istituzionali che detengono una quota rilevante del capitale.

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