Il Governo italiano si prepara a uscire dal capitale delle banche, ma non a disinteressarsi del loro futuro. All’assemblea dell’Abi, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha segnato il passaggio dalla stagione dello Stato azionista a una fase in cui il mercato torna centrale, mentre il Mef conserva un ruolo di vigilanza sugli assetti proprietari e sugli effetti economici delle aggregazioni.
Il caso simbolo resta Monte dei Paschi di Siena (Mps), dove il Tesoro detiene ancora il 4,86%. Come evidenziato oggi da Il Sole 24 Ore, l’uscita definitiva dal capitale del Monte è attesa nei prossimi mesi, prima dell’assemblea Abi del 2027. Ma il ministro dell’Economia ha chiarito che la fine della presenza pubblica non equivale a un arretramento dello Stato dal controllo delle grandi trasformazioni del credito.
Mps, il nuovo confine del Mef secondo Giorgetti
La formula usata da Giorgetti è netta: il ruolo del Governo come azionista delle banche si è “esaurito”, mentre “non si esaurisce l’attenzione e il rigore” con cui il Ministero continuerà a monitorare il settore. Il punto non è più detenere quote, ma valutare se le operazioni in corso aiutino davvero il sistema produttivo.
Per il ministro, infatti, le aggregazioni non sono un valore in sé. Possono diventarlo se servono ad “accrescere la proiezione internazionale delle aziende italiane” e a rafforzare le condizioni per investire in tecnologia, sicurezza e innovazione. È questo il criterio con cui il Mef guarda al risiko bancario: meno presenza diretta nel capitale, più attenzione all’impatto su imprese e Paese.
Dallo Stato azionista ai capitali per le imprese
La nuova linea del Tesoro si lega anche a un obiettivo più ampio: mobilitare capitali verso gli investimenti nel Paese. Giorgetti ha annunciato al ministero un tavolo permanente con investitori istituzionali, operatori del settore e autorità, a partire dalla Banca d’Italia, per rafforzare il collegamento tra risparmio, mercato e crescita delle imprese.
Il ministro ha collocato questa sfida nel quadro dell’Unione europea dei capitali, dove conterà la capacità dei sistemi economici di sostenere innovazione e competitività. Per questo, ha spiegato, nella crescita dimensionale delle banche bisogna considerare anche il punto di partenza territoriale.
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Il ministro italiano dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti© Photo by Simona Granati - Corbis/Corbis via Getty Images




