Mps, esposto contro la lista Lovaglio

La banca si rivolge a Consob, Bce e Bankitalia contro la lista rivale, mentre tra i soci si muove anche Caltagirone in vista dell’assemblea

Mps, esposto contro la lista Lovaglio© Shutterstock

Dopo aver revocato le deleghe a Luigi Lovaglio, Mps porta il confronto su un nuovo livello e presenta esposti formali alle autorità di vigilanza contro la lista rivale che sostiene l’ex amministratore delegato. Un passaggio che segna un’ulteriore escalation nella battaglia per il controllo della banca in vista dell’assemblea del 15 aprile.

La banca, come riportato oggi su diversi quotidiani, ha inviato segnalazioni a Bce, Consob e Bankitalia, sollevando dubbi sulla correttezza della lista promossa da Plt Holding, che candida Lovaglio alla guida del Gruppo senese.

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, nell’esposto si contesta in particolare la mancata comunicazione tempestiva dell’accordo tra il manager e i promotori della lista, considerata rilevante alla luce del suo ruolo e dei suoi doveri verso la banca.

Un altro punto riguarda la necessità di una preventiva autorizzazione da parte delle autorità di vigilanza, vista l’influenza esercitata dal manager all’interno dell’istituto.

Le accuse: comunicazioni e tempi sotto esame

Il contenuto degli esposti entra nel dettaglio delle modalità con cui è nata la lista alternativa. Nel mirino ci sono le tempistiche e le comunicazioni al mercato.

Come riportata da La Stampa, i legali incaricati dalla banca accusano Lovaglio di aver violato i propri doveri e di aver fornito informazioni fuorvianti, in particolare sulla costruzione della lista e sui tempi dell’accordo con i promotori. Sotto osservazione anche la partecipazione a incontri con investitori senza aver reso note le proprie intenzioni, elemento che secondo i legali configurerebbe una violazione degli obblighi di trasparenza.

Con questo passaggio, il confronto tra il Cda e Lovaglio esce definitivamente dal perimetro interno e si sposta sul terreno regolatorio. Secondo il quotidiano la Repubblica, la banca contesta anche il fatto che l’intesa con i promotori della lista non sia stata comunicata preventivamente né all’istituto né alle autorità competenti.

La mossa di Caltagirone

Parallelamente, sul fronte degli azionisti si registrano movimenti in vista dell’assemblea. Sempre secondo la stessa fonte, il Gruppo Caltagirone starebbe valutando un rafforzamento della propria quota, già pari all’11,45%, approfittando anche dei recenti cali del titolo.

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