L’ultima novità sul dossier Monte dei Paschi di Siena (Mps) non riguarda solo la corsa al vertice, ma anche gli equilibri tra soci e vigilanza. Con il deposito della lista per il prossimo consiglio, la banca si avvia all’assemblea del 15 aprile con un’assenza che pesa: nel nuovo board non compare alcun nome attribuibile al primo azionista Delfin.
Mps, Delfin fuori dal cda: cosa cambia nell’assetto
Nella lista da 20 candidati non figura Barbara Tadolini, consigliera indipendente che nel 2024 era stata indicata proprio da Delfin. Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano la Repubblica, Tadolini avrebbe comunicato al Cda di non essere disponibile a un rinnovo se nella lista non fosse incluso il nome dell’attuale a.d. Luigi Lovaglio; dopo l’esclusione di Lovaglio, anche Tadolini è rimasta fuori dall’elenco.
La conseguenza è un Cda senza rappresentanza riconducibile al socio al 17,5%. Sempre per il quotidiano del Gruppo Gedi, da ambienti vicini a Delfin la scelta viene letta come coerente con un profilo di azionista “puramente finanziario”, che “non può e non vuole” incidere sulla gestione della banca, in linea con quanto richiesto dalla Bce al momento dell’autorizzazione a superare il 10%. In assemblea, però, il peso di Delfin resta potenzialmente determinante: prima nella scelta della lista, poi nella successiva votazione sui singoli nomi.
La lettera della Bce e le richieste sul futuro Ceo
Il secondo elemento nuovo arriva da Francoforte. Oltre all’autorizzazione al nuovo statuto, la Bce ha recapitato al Cda un’ulteriore lettera in cui raccomanda un esame approfondito dell’independence of mind dei membri del nuovo board e dei comitati. Il focus si stringe soprattutto sul futuro amministratore delegato: per i tre candidati indicati come idonei (Fabrizio Palermo, Corrado Passera, Carlo Vivaldi) l’aspettativa di Francoforte, oltre all’indipendenza, è che il profilo abbia la «rilevante esperienza bancaria» richiesta dal ruolo.
Nei prossimi giorni, intanto, il calendario resta serrato. Il 10 marzo sono convocati i Cda di Mps e Mediobanca per approvare i termini di concambio e il progetto di fusione previsto. Lovaglio sarà ancora in carica e, in base a quanto riportato, è determinato a portare avanti il processo.
Resta aperta anche la partita delle liste concorrenti. La finestra per presentarle scade il 24 marzo. Nelle ultime ore sono aumentate le voci su una possibile lista, oltre a quella dei fondi, legata all’imprenditore Giorgio Girondi, titolare di una quota superiore all’1% di Mps: un’eventuale lista “corta” che, allo stato, non includerebbe Lovaglio.
© Riproduzione riservata
© Photo by Marco Secchi/Getty Images




