Mps, Delfin conferma il sostegno a Lovaglio. La decisione al Cda

In vista del voto del 22 gennaio sulla lista del board, Delfin conferma il sostegno all'attuale amministratore delegato. Caltagirone si smarca e affida la scelta al Consiglio

Mps, Delfin conferma il sostegno a Lovaglio. La decisione al Cda© Shutterstock

Dopo giorni di silenzi e voci incrociate, i grandi azionisti di Monte dei Paschi di Siena (Mps) sono usciti allo scoperto. Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, ha rinnovato il proprio sostegno ai vertici di Mps e al percorso di rafforzamento portato avanti dall’a.d. Luigi Lovaglio, con cui ha conquistato Mediobanca e messo in sicurezza la banca senese.

La presa di posizione arriva mentre il Cda si prepara a deliberare il 22 gennaio sul regolamento che disciplinerà la presentazione della lista per il nuovo Consiglio di amministrazione. Una settimana dopo sarà invece avviato formalmente il percorso, con la conferma della società di consulenza Korn Ferry per supportare la selezione dei nomi.

La posizione di Caltagirone

Dopo l’ipotesi, rilanciata dal Financial Times, di un contrasto con Lovaglio, Francesco Gaetano Caltagirone ha chiarito in una nota di non avere contatti con l’amministratore delegato da settimane e ha definito le ricostruzioni “strumentali”. Ha poi precisato che la decisione sull’amministratore delegato spetta al Consiglio, non ai singoli soci, prendendo così le distanze dal sospetto di manovre personali.

Il gruppo romano ha anche ricordato di non far parte direttamente del Cda – ne fa parte il figlio Alessandro – e ha definito il confronto in atto una fase fisiologica del Consiglio. Secondo fonti vicine al dossier, nel board si starebbe formando una maggioranza favorevole a un cambio, ma le posizioni tra i grandi soci restano sfumate.

Il ruolo di Banco Bpm

A complicare lo scenario c’è anche il ruolo di Banco Bpm, che possiede il 3,7% di Mps. Nei prossimi giorni il suo Cda avvierà il percorso per rinnovare il proprio board, con la francese Crédit Agricole ormai azionista di riferimento. Una partita parallela che, secondo quanto riportato oggi dal quotidiano La Stampa, si intreccia con quella del Monte dei Paschi di Siena, e che potrebbe avere riflessi sugli assetti futuri del credito italiano.

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