Mps-Bpm, Agricole ago della bilancia mentre il mercato guarda a Intesa

Il cda di Piazza Meda esamina l’Ops del Monte dei Paschi di Siena, con il ruolo del socio francese decisivo per il futuro del dossier

Mps, il sottosegretario Freni promuove l’Opas di Intesa© Shutterstock

Banco Bpm porta oggi in consiglio l’Ops di Monte dei Paschi di Siena (Mps) in una seduta che arriva dopo due giornate fredde di mercato sulla controffensiva senese. Il titolo di Piazza Meda ha perso il 2,31% a 16,30 euro, mentre l’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps si è riportata a un premio implicito del 2,5%.

La riunione del Cda, convocata alle 14.30, ha all’ordine del giorno l’aggiornamento sulle operazioni straordinarie. L’esame potrebbe prendere tempo, perché la proposta di Luigi Lovaglio non offre un premio agli azionisti di Banco Bpm e arriva dopo il passo indietro della stessa Piazza Meda sul progetto di nozze alla pari con Siena.

Mps-Bpm, il ruolo di Crédit Agricole

Il passaggio decisivo resta la posizione di Crédit Agricole, primo azionista di Banco Bpm con il 29,3% e quattro consiglieri nel board. Il Gruppo francese ha già indicato di preferire un’integrazione tra Banco Bpm e le proprie attività italiane, lasciando poco spazio a un sostegno immediato al progetto senese.

Per Piazza Meda, la proposta di Mps richiede una valutazione più delicata rispetto alla semplice convenienza finanziaria. Banco Bpm è redditizia, contesa e al centro di interessi industriali concorrenti. Un eventuale negoziato con soci forti, da Crédit Agricole a Generali, aprirebbe inoltre il tema del trattamento degli azionisti di minoranza, già richiamato dagli analisti come uno dei punti sensibili dell’operazione.

Il mercato, intanto, sta misurando le due strade con parametri molto concreti. Intesa Sanpaolo ha chiuso in rialzo dello 0,74%, Mps è salita dello 0,38% e il concambio dell’offerta di Ca’ de Sass su Siena vale ora più dei corsi di Borsa. La pressione, quindi, si sposta su Lovaglio: convincere Banco Bpm e Banca Generali senza disperdere valore.

Il dossier Mps arriva al Mef

Oggi alle 15 il governatore della Toscana Eugenio Giani, la sindaca di Siena Nicoletta Fabio e la presidente della Provincia Agnese Carletti incontrano al Mef il ministro Giancarlo Giorgetti. Gli enti locali chiedono che il governo ascolti il territorio e valuti gli strumenti normativi e istituzionali disponibili, compreso il golden power. Al centro del confronto c’è anche la quota residua del Tesoro in Mps, indicata nei materiali tra il 4,8% e il 4,9%. Gli amministratori toscani chiedono che quella partecipazione resti allo Stato e venga usata per pesare nelle prossime decisioni sulla banca senese.

Resta aperto infine il fronte Generali. Il Cda del Leone dovrebbe riunirsi in settimana per valutare l’offerta su Banca Generali, controllata dalla compagnia. Secondo La Stampa, Generali intende esaminare la proposta “attentamente e senza pregiudizio”, anche perché il progetto di Lovaglio viene presentato come un’alleanza nella bancassicurazione rafforzata da partecipazioni incrociate. Le prossime scadenze diranno quanto spazio abbia davvero la controffensiva di Siena: oggi il primo esame di Banco Bpm, poi il board di Generali, l’assemblea Intesa Sanpaolo del 10 settembre e il voto Mps del 29 ottobre.

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