Mps-Banco Bpm, sale lo scontro sulla governance

Quattro consiglieri chiedono un Cda immediato, mentre gli Advisor lavorano ai valori per rendere credibile l’ipotesi di nozze

Mps, la città di Siena fa quadrato a difesa della banca© Getty Images

Il dossier MpsBanco Bpm si fa più delicato: mentre gli advisor lavorano ai valori di una possibile fusione, dentro Rocca Salimbeni cresce lo scontro sulla governance. Il dossier resta ancora in costruzione, mentre sullo sfondo rimane l’offerta di Intesa Sanpaolo, valutata 30,6 miliardi, di cui 3 miliardi in contanti.

Il nodo finanziario è chiaro: una combinazione tra Siena e Piazza Meda deve risultare convincente per il mercato e per gli azionisti di Mps. Secondo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera, il Tesoro, socio con il 4,8%, per ora resta spettatore e valuterà la destinazione della quota in base alla convenienza delle diverse opzioni sul tavolo.

Governance sotto pressione

Sul fronte interno, come riportato dal quotidiano Il Sole 24 Ore, quattro consiglieri di Mps hanno inviato una lettera al presidente Cesare Bisoni, mettendo in copia anche il presidente del collegio sindacale. I firmatari sollevano profili ritenuti “particolarmente delicati” e contestano il modo in cui il consiglio sta affrontando la fase straordinaria.

Le critiche riguardano cinque punti: le possibili operazioni con Banco Bpm, la questione delle parti correlate, la mancata integrazione del Cda dopo l’uscita di due consiglieri, i tempi di consegna della documentazione consiliare e la composizione dei comitati interni. La richiesta più netta è la convocazione immediata del Consiglio per completarne la composizione, oggi ferma a 13 membri rispetto ai 15 previsti dall’assemblea.

Sul piano industriale, resta da capire quanto valga davvero Mps dentro un’eventuale fusione. Il titolo è salito da 8,9 euro dell’8 giugno agli 11,5 euro indicati ieri, e gli advisor devono valutare anche il peso della partecipazione in Generali, pari al 13,2%, che potrebbe avere un valore superiore alla semplice quotazione di Borsa perché si tratta di una quota rilevante.

Un altro punto riguarda la redditività prospettica: nel piano di Luigi Lovaglio, il Rote di Mps dovrebbe arrivare al 18% nel 2030. Sono elementi decisivi per definire un rapporto con Banco Bpm e per presentare agli investitori un’alternativa credibile all’offerta già formalizzata da Intesa Sanpaolo. Il calendario, però, resta stretto: prima di arrivare al mercato serviranno struttura, concambi, governance e passaggi autorizzativi.

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