Mps al voto, esito incerto tra incognite e nuove regole sulla governance

Si definiscono gli schieramenti tra i soci, ma l’esito resta incerto. I grandi fondi si dividono, decisivo il ruolo di Delfin e Banco Bpm e il meccanismo del doppio voto

Mps, primo Cda ad alta tensione: passa la linea Lovaglio© Getty Images

Si apre oggi l’assemblea di Monte dei Paschi di Siena (Mps) chiamata a rinnovare il Consiglio di amministrazione, ma l’esito resta incerto. Dopo una vigilia segnata dal confronto tra le liste, il voto si presenta ancora aperto, condizionato sia dalle scelte dei grandi azionisti sia dalle nuove regole che disciplinano l’elezione del board. L’affluenza si conferma elevata, attorno al 68-70% del capitale, anche senza la partecipazione del Tesoro.

Il punto centrale resta la posizione di Delfin, primo azionista con il 17,5%, che fino all’ultimo ha mantenuto il massimo riserbo. Le ipotesi sul tavolo restano diverse: dall’astensione a un possibile voto su una delle liste, senza certezze definitive.

Nelle ultime ore si è aggiunta anche l’incertezza su Banco Bpm, titolare del 3,7%, che ha rinviato la decisione direttamente all’assemblea, lasciando ai propri rappresentanti la scelta finale in base all’andamento del voto. Questo doppio elemento di indeterminatezza rende l’esito ancora più fluido, con la possibilità che gli equilibri cambino anche durante i lavori assembleari.

Mps al voto e la novità del doppio turno

L’altro elemento nuovo è rappresentato dall’applicazione della nuova Legge Capitali, che introduce meccanismi inediti nella formazione del Consiglio. Se una delle liste di maggioranza dovesse prevalere, è previsto un secondo passaggio: un voto nominale sui singoli candidati, durante il quale gli azionisti potranno esprimersi nome per nome.

Si tratta di un passaggio potenzialmente decisivo, perché potrebbe modificare gli equilibri interni anche dopo l’assegnazione dei seggi. In questo scenario, anche i candidati indicati per i ruoli apicali potrebbero non risultare tra i più votati, aprendo a soluzioni diverse nella composizione finale del vertice.

Le simulazioni indicano che la lista vincitrice potrebbe ottenere tra 9 e 12 consiglieri, mentre alle altre andrebbero da 3 a 6 seggi, ma molto dipenderà proprio dalle scelte di Delfin e Banco Bpm. In caso di astensione di Delfin, il peso relativo degli altri soci aumenterebbe sensibilmente, con effetti diretti sulla distribuzione dei seggi e sugli equilibri futuri della banca.

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