Mps accelera su Mediobanca: “Tutte le strade portano a Siena”

Lovaglio rilancia il ruolo del Monte nel risiko bancario e punta a chiudere l’integrazione entro l’autunno tra sinergie e nuovi scenari

Mps accelera su Mediobanca: “Tutte le strade portano a Siena”Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena (Mps)

Luigi Lovaglio rilancia il ruolo centrale di Monte dei Paschi di Siena (Mps) nel risiko bancario italiano e accelera sull’integrazione con Mediobanca. “Oramai tutte le strade portano a Siena”, ha dichiarato l’amministratore delegato intervenendo al congresso della Uilca a Venezia.

Il manager ha spiegato che il Monte è oggi “ben attrezzato per il futuro”, grazie a una struttura patrimoniale definita tra le più solide d’Europa e a una crescente capacità di generare ricavi e capitale. Un percorso che, secondo Lovaglio, consente alla banca di affrontare con maggiore forza le trasformazioni del mercato e i continui cambiamenti del settore finanziario.

Mps e Mediobanca al centro del risiko

La priorità resta l’operazione con Mediobanca, considerata strategica per costruire un gruppo più diversificato e resiliente. Lovaglio ha ribadito che l’obiettivo dell’integrazione è mettere insieme l’attività di consulenza di alto livello e private banking di Piazzetta Cuccia con la rete commerciale di Mps, capace di raggiungere famiglie, imprese e pmi.

Nel progetto rientra anche il contributo delle Generali, indicate come un’attività in grado di produrre circa 500 milioni di euro di profitti annui. “Tutto insieme si chiama resilienza”, ha sottolineato il banchiere.

Secondo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera, l’integrazione tra le due banche starebbe procedendo “spedita”, con l’idea di arrivare alla fusione tra ottobre e novembre dopo le assemblee previste entro l’estate. Sarebbero già stati avviati otto cantieri di integrazione coordinati direttamente dai vertici dei due gruppi. Tra i dossier aperti figurano anche possibili valutazioni su Widiba e sui circa 700 consulenti di Mediobanca Premier, destinati a confluire nella nuova struttura.

Banco Bpm e gli scenari aperti

Sul mercato continuano intanto le speculazioni su una possibile operazione con Banco Bpm, di cui Mps controlla il 3,7% del capitale. Lovaglio, però, ha evitato commenti diretti sulle ipotesi di aggregazione. Come riportato da La Stampa, uno dei nodi principali riguarda la presenza di Crédit Agricole, primo azionista di Banco Bpm con il 22,8%, elemento che potrebbe complicare eventuali scenari di fusione. Restano inoltre le attenzioni di Unicredit, che secondo il quotidiano potrebbe guardare a Siena anche in funzione della partita su Generali.

Nel frattempo Mps continua a lavorare sul proprio piano industriale e sull’integrazione con Mediobanca, considerata il passaggio decisivo per rafforzare la banca e consolidarne il ruolo nel nuovo assetto del credito italiano.

Il tema governance

Lovaglio ha anche escluso tensioni nella governance dopo il rinnovo del consiglio di amministrazione. “C’è concordia”, ha assicurato, riferendosi agli equilibri interni tra maggioranza e componenti espressione della precedente gestione.

Il Ceo ha inoltre ricordato il percorso compiuto da Mps negli ultimi anni: quando arrivò alla guida della banca, nel febbraio 2022, l’istituto valeva sul mercato circa 300 milioni di euro. Oggi la capitalizzazione viene indicata in circa 26 miliardi, con l’ambizione dichiarata di arrivare fino a 50 miliardi grazie all’esecuzione del piano industriale e al contributo dei dipendenti.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata