Riparte da lunedì 4 maggio il percorso di completamento della nuova governance di Monte dei Paschi di Siena (Mps), sotto la guida del Ceo Luigi Lovaglio e del presidente Cesare Bisoni. Il Consiglio di amministrazione sarà chiamato a definire i comitati endoconsiliari dopo un primo passaggio segnato da tensioni tra maggioranza e minoranza.
Nel precedente Cda, infatti, i sette consiglieri di minoranza hanno espresso contrarietà o si sono astenuti sulle nomine, mentre le vicepresidenze sono state assegnate alla maggioranza con Flavia Mazzarella e Carlo Corradini. Nessuna apertura tra le parti, con la governance rafforzata dalla componente di maggioranza.
Mps, i nodi ancora aperti
Come riportato oggi in un articolo del Corriere della Sera, restano da costituire quattro comitati chiave: rischi e sostenibilità, remunerazione, parti correlate, It e digitalizzazione. Dopo la formazione del comitato nomine, a cui la minoranza ha scelto di non partecipare, si attende di capire se ci sarà un riavvicinamento nei prossimi passaggi.
L’evoluzione della governance ha attirato anche l’attenzione della Consob, che ha richiesto i verbali delle ultime riunioni, inclusi quelli relativi al Consiglio del 4 marzo e a quello successivo, quando fu deciso di interrompere il contratto di direttore generale dello stesso Lovaglio. Sul quotidiano si precisa che si tratta di un monitoraggio legato alla fase di trasformazione dell’istituto, oggi diventato il terzo gruppo bancario nazionale insieme a Mediobanca.
Parallelamente, procede il percorso verso la fusione con Mediobanca, considerato centrale nel piano industriale. L’obiettivo dichiarato è liberare 700 milioni di sinergie, già validate dalla Bce nel progetto presentato al mercato a febbraio.
Le due banche dovranno convocare le assemblee straordinarie prima dell’estate, con l’intenzione di completare l’operazione entro la fine dell’anno. I concambi sono già stati approvati e il percorso appare definito, anche se restano diversi passaggi operativi.
Il lavoro si concentra su tre aree principali di business. La prima riguarda il private investment banking, dedicato ai grandi patrimoni superiori ai 10 milioni. Segue il private banking, con la rete Premier che copre clientela tra circa 500 mila euro e 10 milioni. Infine, il corporate e investment banking.
A questi si aggiungono ulteriori cantieri: il credito al consumo di Compass sarà integrato sotto Mps, mentre la rete di consulenti finanziari ex Premier verrà unita a Widiba, che sarà ribattezzata Mediobanca financial advisor. Sul fronte tecnologico, il Gruppo punta a investimenti per 1 miliardo nell’It.
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L'ingresso della sede principale di Mediobanca a Milano© Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images




