Moody’s ha promosso l’Italia, alzando il rating del debito sovrano da Baa3 a Baa2, con outlook stabile. Si tratta della prima revisione al rialzo da maggio 2002, quando il debito pubblico italiano era di circa 106% del Pil, contro gli attuali 137%.
La decisione è arrivata sei mesi dopo il miglioramento dell’outlook, passato da stabile a positivo lo scorso maggio, ed è stata motivata da un “curriculum coerente di stabilità politica”, che secondo l’agenzia americana rafforza l’efficacia delle riforme e degli investimenti previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Moody’s prevede che il debito pubblico italiano inizierà a scendere dal 2027, dopo aver toccato un picco nel 2026. Le prospettive stabili, precisa l’agenzia, riflettono un equilibrio tra i progressi compiuti e le vulnerabilità residue. In particolare, Moody’s segnala che una crescita del Pil più lenta o un consolidamento fiscale insufficiente potrebbero compromettere le attuali proiezioni.
Con questo aggiornamento, l’Italia non è più all’ultimo gradino dell’investment grade nella scala Moody’s, superando la soglia che la separava dal “non investment grade”. Il giudizio attuale è in linea con quello di altre agenzie internazionali che negli ultimi mesi hanno migliorato la valutazione sul debito sovrano italiano.
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