Restano ancora da sciogliere i nodi relativi al rinnovo del Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps). Il confronto sulla lista dei candidati da presentare all’assemblea del 15 aprile procede senza una sintesi definitiva e al centro del dibattito resta la posizione dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio.
Il comitato nomine, presieduto da Domenico Lombardi, è impegnato a ridurre il “listone” iniziale di 30 nomi ai 20 profili da sottoporre al voto dei soci. Dopo nuove riunioni, la quadra non è stata ancora trovata e il dossier potrebbe approdare sul tavolo del Cda nelle prossime ore. Il termine ultimo è fissato al 5 marzo, quaranta giorni prima dell’assemblea, come previsto dalla legge.
Il nodo Lovaglio divide il board
Il punto più delicato riguarda la conferma dell’attuale amministratore delegato. Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano la Repubblica, il comitato starebbe valutando anche l’ipotesi di escludere Lovaglio dalla lista dei candidati al prossimo Cda, una scelta che avrebbe un peso significativo considerando la fiducia rinnovata dal board lo scorso dicembre.
La questione si intreccia con l’inchiesta milanese che coinvolge il manager per presunta azione di concerto nella scalata a Mediobanca insieme agli azionisti Caltagirone e Delfin. Un eventuale rinvio a giudizio rappresenterebbe, per alcuni consiglieri, un elemento ulteriore di valutazione.
La nuova Legge Capitali prevede che la lista sia approvata dai due terzi dei consiglieri. Dopo le dimissioni di un componente, nel board restano in 14 e servono quindi 10 voti per il via libera. Un elenco privo del nome dell’attuale a.d. rischierebbe però di non raggiungere i numeri necessari.
Tra i profili circolati nelle ultime settimane figurano Fabrizio Palermo, Carlo Vivaldi e Corrado Passera, anche se quest’ultimo non sarebbe orientato a tornare nel ruolo di amministratore delegato.
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Luigi Lovaglio, attuale amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena (Mps)




