Montepaschi, assemblea decisiva per la nuova governance

L’assemblea straordinaria di Mps è chiamata a votare le modifiche allo statuto: attesa un’ampia partecipazione e il via alla partita sul rinnovo del cda e sul piano industriale di Luigi Lovaglio

Montepaschi, assemblea decisiva per la nuova governance© Shutterstock

L’assemblea straordinaria del Monte dei Paschi di Siena (Mps) è chiamata a esprimersi sulle modifiche statutarie che cambiano le regole di governance della banca. Al centro del voto c’è l’introduzione della lista del Cda uscente di come strumento per il rinnovo del consiglio di amministrazione, passaggio chiave in vista dell’assemblea di metà aprile.

La partecipazione si preannuncia elevata: le stime parlano di una presenza compresa tra il 70% e il 73% del capitale, con un orientamento favorevole sostenuto anche dalle indicazioni positive dei proxy advisor. Per l’approvazione delle modifiche è richiesto il voto favorevole dei due terzi del capitale rappresentato.

Le modifiche allo statuto e la nuova governance

Lo statuto aggiornato introduce una serie di novità rilevanti. Oltre alla lista del Cda, viene eliminato il limite dei tre mandati per gli amministratori e viene modificato il tetto alla remunerazione variabile, che potrà arrivare fino al doppio della componente fissa, superando il precedente rapporto uno a uno. La banca interviene anche sulla politica dei dividendi, rimuovendo la riserva che impediva un payout totale: in questo modo, in presenza delle condizioni necessarie, l’utile potrà essere distribuito fino al 100%.

Le modifiche sono state approvate all’unanimità dal Consiglio di amministrazione e raccolgono il sostegno dei principali azionisti, tra cui Delfin (17,5%), Caltagirone (circa 10%), il Mef (4,8%) e Banco Bpm (3,7%).

Scadenze ravvicinate

Se l’assemblea darà il via libera, si aprirà la fase di costruzione della lista del nuovo consiglio. Entro l’inizio di marzo Mps dovrà presentare 20 candidati, di cui 12 destinati a entrare nel Cda, mentre tre consiglieri arriveranno dalla lista di minoranza di Assogestioni, che sta lavorando alla propria proposta.

La regia del processo è affidata al presidente Nicola Maione, chiamato a confrontarsi con i soci in una fase delicata per la banca. La nuova normativa sulla presentazione delle liste impone scadenze più stringenti, rendendo febbraio un mese cruciale per definire gli equilibri.

Il piano Lovaglio e il nodo Mediobanca-Generali

Parallelamente al rinnovo del board, resta centrale il tema del piano industriale dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio e del futuro dei rapporti con Mediobanca e Generali. La strategia annunciata un anno fa, che prevede l’aggregazione con Mediobanca e il successivo delisting per ottenere sinergie stimate in 700 milioni, continua a dividere il fronte degli azionisti e una parte del consiglio.

La Bce, che ha intensificato l’attenzione sulla banca dopo l’operazione su Mediobanca, attende un piano di integrazione dettagliato entro fine marzo, anche se l’istituto potrebbe muoversi in anticipo, già entro la fine di febbraio. Il via libera dell’autorità di vigilanza alle modifiche statutarie non è ancora arrivato e dovrà essere concesso ex post per completare il nuovo assetto di governance.

Il confronto su statuto, piano industriale e rinnovo del consiglio si concentra così in poche settimane, in un intreccio che coinvolge direttamente anche gli equilibri di Generali, di cui Mediobanca detiene una partecipazione rilevante.

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