Melzi d’Eril e Grilli pronti a guidare la nuova Mediobanca

Accordo raggiunto tra i soci per i vertici della banca, ma le nomine ufficiali saranno ratificate solo dal CdA di Mps

Mps-Mediobanca, via libera alla fusione. Scatta il delistingUna foto di Piazzetta Cuccia, ingresso della sede di Mediobanca a Milano

La governance di Mediobanca sta per cambiare volto, sotto la regia di Monte dei Paschi di Siena (Mps). La short list per il nuovo amministratore delegato della merchant bank di Piazzetta Cuccia si è ridotta a tre nomi, tutti italiani, ma dovrebbe essere Alessandro Melzi d’Eril, attuale Ceo di Anima Sgr, ad aver avuto la meglio. Al suo fianco, alla presidenza, salirà Vittorio Grilli, già ministro dell’Economia e oggi presidente di JP Morgan Emea.

Non c’è ancora stato un annuncio ufficiale, ma le fonti concordano nel dire che l’accordo è stato raggiunto e che il Consiglio d’amministrazione di Mps domani ratificherà le nomine, presentando poi la lista per il rinnovo del board di Mediobanca in vista dell’assemblea del prossimo 28 ottobre.

L’intesa sui nomi

La decisione è frutto di un’intesa tra i principali azionisti: Delfin (holding della famiglia Del Vecchio), Francesco Gaetano Caltagirone, e l’amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio. Una convergenza costruita dopo giorni di confronto, che ha portato alla definizione del tandem Melzi d’Eril-Grilli, con l’obiettivo di creare una governance forte e in linea con la nuova strategia del gruppo bancario senese.

Melzi d’Eril, manager apprezzato per il suo profilo tecnico e pragmatico, ha guidato Anima per quindici anni, contribuendo alla sua espansione nel settore del risparmio gestito. La sua nomina ha superato quella di Riccardo Mulone, Country Manager di Ubs in Italia.

Grilli, invece, porterà la sua esperienza nel mondo bancario e istituzionale, maturata tra Tesoro, Jp Morgan e rapporti diretti con Leonardo Del Vecchio, di cui fu anche advisor personale. La sua figura sarà centrale nell’area investment banking, dove avrà un ruolo operativo e di primo piano.

Una Mediobanca dentro Mps

Il futuro di Mediobanca si intreccia con quello di Mps. Con l’Opas dello scorso gennaio, Siena ha raggiunto l’86,3% del capitale, ottenendo il pieno controllo della merchant bank e aprendo la strada alla fusione. Anche se una decisione definitiva sul delisting non è ancora stata presa, il percorso verso l’integrazione sembra ormai segnato.

Due le opzioni al vaglio: una fusione completa, che trasformerebbe Piazzetta Cuccia in una divisione d’eccellenza del gruppo senese, oppure un’integrazione più graduale, che conservi una certa autonomia gestionale e il marchio Mediobanca.

In ogni caso, il progetto prevede una chiara divisione dei ruoli: Melzi d’Eril si concentrerà sul wealth e asset management, Grilli sull’investment banking. Una scelta coerente con la visione di Lovaglio, che già con l’annuncio dell’Opas aveva segnalato la mancanza di competenze specifiche in Mps su questo fronte.

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