Mediobanca volta pagina: via al nuovo corso targato Mps

L’assemblea in programma il 28 ottobre sanciirà l’uscita di scena di Nagel e Pagliaro. Al loro posto Melzi d’Eril e Grilli guideranno la banca nel nuovo assetto voluto da Siena

Mediobanca volta pagina: via al nuovo corso targato MpsL'ingresso di Mediobanca, Piazzetta Enrico Cuccia a Milano

C’era una volta Mediobanca. Da domani, 28 ottobre, sarà un’altra storia. La banca simbolo della finanza italiana abbandona definitivamente l’impronta lasciata da Alberto Nagel e Renato Pagliaro, per aprirsi alla guida esterna di Alessandro Melzi d’Eril come amministratore delegato e Vittorio Grilli alla presidenza. Una svolta storica: per la prima volta, la guida di Piazzetta Cuccia non sarà più espressione della scuola interna di via Filodrammatici, ma arriverà da fuori.

Negli ultimi anni, Mediobanca aveva cercato di adattarsi al cambiamento: meno corporate banking, più wealth management e finanza personale. Ma con il nuovo assetto, la trasformazione entra nel vivo.

L’assemblea di domani, che si svolgerà per l’ultima volta il 28 ottobre, approverà un bilancio da record, il migliore della storia dell’istituto. Il contributo arriva soprattutto dal comparto assicurativo, che vale circa il 30% del totale. La data scelta, come si evidenzia in un articolo de La Stampa, richiama l’antifascismo di Enrico Cuccia, che impose quel giorno in alternativa alla marcia su Roma. Ma con Mps all’86,35% del capitale, sarà necessario allineare in futuro il bilancio al 31 dicembre, data di chiusura della capogruppo senese. Addio, dunque, alla storica assemblea autunnale.

Una nuova Mediobanca con Mps protagonista

In assemblea verrà eletta la lista unica proposta da Siena. Oltre a Melzi d’Eril e Grilli, entreranno anche Paolo Gallo (Italgas), Andrea Zappia (ex Sky Italia) e Sandro Panizza, unico rappresentante dell’attuale governance. La nuova Mediobanca manterrà il proprio brand e la legal entity, ma farà parte integrante del gruppo Monte dei Paschi di Siena, con una governance autonoma e obiettivi ben definiti.

Il piano punta a generare 700 milioni di sinergie annue, in un’integrazione che dovrà prendere forma entro sei mesi, come richiesto dalla Banca centrale europea. In particolare, il private e corporate banking resteranno al centro delle attività di Mediobanca, mentre comparti più commerciali come Compass e Premier potrebbero confluire nell’universo Mps, pur mantenendo una loro autonomia operativa.

Con l’assemblea di domani, inizierà subito il lavoro del nuovo consiglio di amministrazione. Grilli e Melzi d’Eril si metteranno al lavoro per integrare i cantieri aperti da Luigi Lovaglio, a.d. di Mps, che ha già avviato le operazioni con Mediobanca sin dall’avvio dell’Opa.

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