Mediobanca regge l’urto delle Ops, ma l’utile scivola a 291 milioni

Il wealth management resta solido, Compass corre e il cambio ai vertici non scuote clienti e banker

Mediobanca regge l'urto delle Ops, ma l'utile scivola a 291 milioni© Shutterstock

Il wealth management si conferma un pilastro per Mediobanca, che ha chiuso il primo trimestre con una raccolta netta di 2,5 miliardi, portando le masse gestite a 116 miliardi. Un risultato che arriva in un periodo particolarmente delicato, segnato dall’Ops su Monte dei Paschi (Mps), andata a buon fine, e dal tentativo fallito di scalata a Banca Generali, bloccato dalla passivity rule.

I mercati osservavano con attenzione l’istituto guidato da Alessandro Melzi d’Eril e presieduto da Vittorio Grilli, temendo che il cambio di controllo potesse innescare una fuga di clienti e patrimoni da Piazzetta Cuccia. Timori per ora smentiti: il bilancio delle uscite tra i banker è minimo, con solo quattro uscite su 548, mentre tra i consulenti finanziari si contano dodici nuovi ingressi su 705.

I conti del trimestre

Il bilancio si è chiuso con un utile netto di 291,2 milioni, in calo rispetto ai 321,7 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. La flessione, pari all’11,8%, è dovuta soprattutto a 45,3 milioni di oneri straordinari sostenuti per consulenze finanziarie e legali relative alle due operazioni straordinarie. Al netto di questi costi, il risultato sarebbe stato in linea con l’anno precedente.

I ricavi trimestrali sono rimasti stabili a 867,6 milioni, così come le commissioni nette a 232,2 milioni. In leggero calo invece il margine d’interesse, che si è attestato a 478,5 milioni (-1,3%). In forte crescita il credito al consumo, con Compass che ha segnato ricavi a 335,3 milioni (+6,9%) e utile record a 108,9 milioni (+6,3%).

La divisione wealth management, che gestisce 115,9 miliardi di euro, ha registrato ricavi stabili a 224 milioni e un utile netto di 44 milioni, in calo del 17%. In flessione anche il corporate e investment banking, con ricavi a 171,2 milioni e utile a 47,9 milioni, entrambi in calo del 6% e 17,6% rispettivamente.

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Governance, piani e dividendo: tutte le novità

Sul piano della governance, il nuovo Consiglio di amministrazione ha completato la nomina dei comitati interni. Sandro Panizza guiderà il comitato rischi e sostenibilità, Tiziana Togna quello per le parti correlate, Paolo Gallo sarà alla presidenza del comitato nomine, mentre Andrea Zappia presiederà quello per le remunerazioni.

Il cambio di controllo ha inoltre attivato la chiusura anticipata dei piani di incentivazione a lungo termine. Sono state convertite in denaro 6,12 milioni di azioni, per un controvalore di 122 milioni di euro, contabilizzati a patrimonio netto.

Il prossimo appuntamento sarà l’assemblea straordinaria che dovrà approvare l’allineamento del bilancio di Mediobanca a quello della controllante Monte dei Paschi. Il 6 novembre Luigi Lovaglio, a.d. di Mps, presenterà i conti dei primi nove mesi di Siena e potrebbe fornire indicazioni sul processo di integrazione tra le due realtà.

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