Mediobanca e Mps, le azioni corrono in attesa del piano

Titoli in rally dopo il via libera alla fusione per incorporazione. Atteso il 27 febbraio il piano di integrazione con dettagli su concambio e sinergie

Mediobanca e Mps, le azioni corrono in attesa del piano© iStockPhoto

Azioni Mediobanca e Mps in forte rialzo a Piazza Affari dopo l’annuncio della fusione per incorporazione di Piazzetta Cuccia nel gruppo senese. Il mercato ha reagito con acquisti consistenti: Mediobanca ha chiuso a +5,7% a 19,18 euro, mentre Mps ha guadagnato un +1,54% a 8,55 euro, segnale che gli investitori stanno premiando l’integrazione.

L’operazione prevede il delisting della banca milanese attraverso uno scambio di azioni di nuova emissione Mps, senza un’Opa in contanti. Il rapporto di concambio sarà definito dai Consigli di amministrazione delle due banche.

Mediobanca e Mps: si guarda al piano del 27 febbraio

Per i dettagli operativi bisognerà attendere il 27 febbraio, quando l’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, presenterà il piano di integrazione richiesto dalla Banca centrale europea entro metà marzo. Restano da chiarire tempi del delisting e modalità del concambio.

Secondo gli analisti di Equita, citati oggi dal quotidiano La Stampa, sulla base dei prezzi e rettificando per i dividendi il concambio sarebbe pari a 2,31, con uno sconto di circa il 9% rispetto al precedente 2,53 senza componente cash. L’operazione consentirebbe di rafforzare la struttura di capitale, con un Cet1 che potrebbe superare il 16,5%, e permetterebbe a Mps di avvicinarsi a un utile netto rettificato di 3 miliardi di euro nel 2028.

Anche Il Sole 24 Ore sottolinea che il delisting sta raccogliendo consensi nelle case d’affari e ricorda l’obiettivo di estrarre oltre 700 milioni di euro di sinergie dall’integrazione, insieme al pieno utilizzo dei benefici fiscali stimati in 2,9 miliardi in sei anni.

Il nodo Generali e le rassicurazioni sul brand

Un punto centrale riguarda la partecipazione in Generali: il 13,2% del Leone resterà nelle mani di Mediobanca anche dopo la fusione.

Sul fronte interno, l’amministratore delegato Alessandro Melzi d’Eril ha rassicurato i dipendenti, ribadendo che brand, valori e professionalità di Mediobanca saranno preservati.

Al termine dell’operazione, Mediobanca manterrà il presidio su private e investment banking, mentre alcune attività – come il wealth management di Mediobanca Premier e il credito al consumo di Compass – confluiranno nel gruppo Mps. Il delisting riguarderà la quota ancora sul mercato pari al 13,65%, valorizzata oltre 2 miliardi di euro.

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