Mediobanca archivia il primo trimestre del 2026 con ricavi in crescita e utili sostanzialmente stabili. L’istituto ha chiuso i tre mesi con ricavi pari a 938,6 milioni di euro, in aumento del 3,1%, mentre l’utile netto si è attestato a 322,7 milioni, in calo del 3,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’amministratore delegato Alessandro Melzi d’Eril ha parlato di una «performance solida» in una fase caratterizzata da «elevata turbolenza e incertezza», sottolineando come i risultati rafforzino il percorso di integrazione con Mps, di cui Mediobanca è controllata all’86,35%.
Il traino del credito al consumo
Il principale contributo ai ricavi è arrivato dal credito al consumo. La divisione ha registrato ricavi in crescita del 5% a 334 milioni di euro, sostenuta soprattutto dall’attività di Compass.
Le erogazioni complessive sono aumentate del 10,4% fino al livello record di 2,6 miliardi, mentre i prestiti personali sono saliti del 9,3% a 1,3 miliardi. Particolarmente forte il canale bancario, cresciuto del 34,8% a 251 milioni, grazie anche alle prime sinergie con Mps. Anche il corporate e investment banking ha mostrato segnali di recupero.
Pesano volatilità e deflussi nel wealth management
Più debole invece l’andamento del wealth management. I ricavi della divisione sono scesi dell’8,3% a 219,3 milioni, mentre l’utile netto è diminuito del 35,5% a 37,6 milioni.
A incidere sono stati la volatilità dei mercati, l’assenza di performance fee e i deflussi registrati nelle prime settimane del trimestre. La raccolta netta è risultata negativa per 1,1 miliardi di euro. Le attività gestite per conto della clientela sono comunque aumentate del 4,5% a 113,1 miliardi, mentre gli asset under management sono cresciuti del 7,4% a 53,1 miliardi. Come riportato oggi dal quotidiano la Repubblica, nei mesi iniziali dell’anno il clima di incertezza legato all’integrazione con Siena ha inciso anche sull’uscita di alcuni banker e sull’andamento delle masse gestite. Il contributo della partecipazione in Generali è invece cresciuto del 27,1% a 130,1 milioni, sostenendo la redditività complessiva del Gruppo.
Integrazione con Mps
L’integrazione con Mps resta il dossier centrale per il Gruppo. Lo scorso marzo il Consiglio di amministrazione di Mediobanca ha approvato il progetto di fusione per incorporazione nella banca senese. Le assemblee straordinarie dei due istituti dovrebbero essere convocate prima dell’estate con l’obiettivo di completare l’operazione entro la fine dell’anno.
Per i prossimi mesi Mediobanca mantiene un approccio prudente. La banca segnala che il quadro macroeconomico e finanziario potrebbe rallentare la dinamica commerciale nel wealth management e nell’attività di corporate e investment banking, pur confermando le tendenze delineate nei mesi precedenti.
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