Maxi-finanziamento Unicredit per Del Vecchio jr: 650 milioni

Il figlio del fondatore di Luxottica centralizza il debito e si prepara a nuovi investimenti durante la lunga esecuzione testamentaria

Maxi-finanziamento Unicredit per Del Vecchio jr: 650 milioni© Photo by Pietro D'Aprano/Getty Images

Leonardo Maria Del Vecchio, Chief Strategy Officer di EssilorLuxottica e quarto figlio di Leonardo Del Vecchio, rilancia sulla gestione del proprio debito personale. Il 30enne imprenditore milanese è in procinto di firmare un nuovo accordo con Unicredit, banca guidata da Andrea Orcel, per estendere la linea di credito già attiva da 350 milioni a circa 650 milioni di euro.

L’operazione, come anticipato da MF-Milano Finanza, ha l’obiettivo di ottimizzare la struttura debitoria personale di Del Vecchio jr, razionalizzando vecchie esposizioni e liberando nuova liquidità. Almeno 160 milioni verranno utilizzati per estinguere i debiti in essere con Intesa Sanpaolo, Banco Bpm, Montepaschi e la stessa Unicredit, inclusi quelli accesi per acquisizioni come il megayacht Admiral Armani, finito sul mercato dopo la scomparsa dello stilista.

Oltre al consolidamento del debito, l’accordo consentirà a Del Vecchio jr di avere a disposizione nuova finanza per 250 milioni di euro, utile a sostenere ulteriori investimenti nella fase delicata dell’esecuzione testamentaria del padre, Leonardo Del Vecchio.

Famiglia e governance, una partita ancora aperta

A tre anni e mezzo dalla morte del fondatore di Luxottica, gli otto eredi continuano a scontrarsi sull’attuazione delle sue volontà e sulla futura governance della Delfin, la holding lussemburghese che gestisce un patrimonio stimato in 60 miliardi di euro. In portafoglio: il 32,3% di EssilorLuxottica, il 28% di Covivio, il 10% di Generali, il 7,5% di Mps e il 2,7% di Unicredit.

Secondo quanto riferito dal quotidiano finanziario, la maggioranza degli azionisti sarebbe orientata verso una distribuzione o vendita delle partecipazioni non strategiche, in particolare quelle bancarie e assicurative, che rappresentano poco più del 20% del valore netto (nav) della holding. Un’ipotesi in campo è quella di scorporare tali asset in un veicolo autonomo per poterne valorizzare le quote, anche mediante pegno, opzione attualmente vietata dallo statuto di Delfin.

Non si tratta della prima manovra di questo tipo per Leonardo Del Vecchio jr. Lo scorso anno, il suo family office guidato da Massimo Talarico aveva già centralizzato il debito bancario sottoscrivendo una linea di credito da 350 milioni con Indosuez, la banca privata di Crédit Agricole, con scadenza a cinque anni. Il finanziamento ha sostituito esposizioni precedenti per 100 milioni con Intesa, Banca Ifis e Mps.

Attraverso la holding Lmdv Capital, Del Vecchio jr ha costruito un portafoglio diversificato che spazia dalla ristorazione all’immobiliare, dal fintech all’hospitality. Tra gli investimenti recenti anche quello nel settore dell’editoria, dove la controllata Lmdv Media ha acquisito il 30% de Il Giornale per circa 30 milioni e l’80% di Editoriale Nazionale (editrice de Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e QN) per altri 50 milioni.

Resta sempre aggiornato con il nuovo canale Whatsapp di Business People
© Riproduzione riservata