Magnum ha debuttato in Borsa, nei listini di Amsterdam, Londra e New York, con la quotazione principale nei Paesi Bassi e una valutazione iniziale che supera i 7,8 miliardi di euro. La separazione da Unilever, annunciata a febbraio 2025, in questo modo, diventa reale e ha delle ripercussioni sul titolo della ex-casa madre, che chiude a Londra con un netto -6,6%.
Il nuovo gruppo proprietario – che guida marchi noti e del calibro di Wall’s, Cornetto, Ben & Jerry’s, Carte d’Or e Breyers; oltre a Grom, Calippo, Solero e Viennetta – registra invece un primo giorno positivo, chiudendo a 12,97 euro rispetto ai 12,8 del collocamento.
I dettagli dell’ingresso in Borsa
A guidare la nuova società è Jean-François van Boxmeer, già Ceo di Heineken e oggi alla presidenza di Vodafone, ma all’apertura ufficiale del listino di Amsterdam ha preso la parola l’amministratore delegato Peter Kulve.
Il manager si è detto orgoglioso di sbarcare nella “città natale” di Magnum, sottolineando come l’indipendenza renda l’azienda più rapida, focalizzata e ambiziosa. Kulve ha anche sottolineato quale sia la missione del gruppo. L’obiettivo è puntare sull’innovazione, creare nuovi modi per gustare gelati e snack e proseguire nella crescita su tutto il mercato globale, perché – ha detto Peter Kulve – “la vita ha un sapore migliore con il gelato”.
La storia di Magnum
Fondata nel 1989 in Europa, Magnum – che oggi sbarca in Borsa – è nata come il primo gelato a stecco confezionato pensato per un pubblico adulto, proponendo un’alternativa più sofisticata rispetto ai tradizionali gelati per bambini. Il suo punto di forza è sempre stato l’abbinamento tra un gelato cremoso (solitamente gusto vaniglia o cioccolato) e una spessa copertura di cioccolato belga che produce una caratteristica croccantezza.
Dal 2025 la realtà imprenditoriale che raggruppa Magnum e gli altri marchi di gelato del gruppo – The Magnum Ice Cream Company (TMICC) – è diventata una società indipendente: con sede ad Amsterdam. Oggi è il più grande produttore mondiale di gelati, con circa il 21% della quota globale. Nel 2024 ha realizzato ricavi per circa 7,9 miliardi di euro.
Parallelamente, l’azienda si è impegnata su sh: oltre il 98% delle fave di cacao utilizzate proviene da piantagioni certificate Rainforest Alliance, con l’obiettivo di promuovere pratiche agricole sostenibili, condizioni di lavoro eque e protezione ambientale.
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