L’Oréal muove i primi passi concreti verso un investimento diretto nella Giorgio Armani Spa, in linea con quanto previsto dal testamento dello stilista scomparso. A confermare l’intenzione è stato il direttore finanziario Christophe Babule, parlando durante un incontro con analisti: il gruppo francese prenderà “sicuramente” in considerazione l’operazione e inizierà a lavorarci “molto presto”.
Un segnale che rafforza quanto già anticipato nelle scorse settimane dal Ceo Nicolas Hieronimus, e che ora assume una portata operativa più chiara, con tempistiche più ravvicinate rispetto a quelle indicate inizialmente per l’avvio delle trattative, previste tra il 2026 e il 2027.
Secondo quanto emerso, L’Oréal sarebbe intenzionata a entrare nel capitale di Armani come investitore di minoranza, con una quota compresa tra il 5% e il 10%, senza assumere ruoli attivi nella governance. Un approccio coerente con la strategia adottata in altri investimenti, come quello nella maison Jacquemus.
Il ruolo della multinazionale francese resta centrale nel disegno immaginato da Giorgio Armani, che nel suo testamento ha indicato L’Oréal come interlocutore privilegiato, insieme a Lvmh ed EssilorLuxottica, per l’eventuale passaggio di proprietà della maison.
Il documento prevede una prima cessione del 15% del capitale entro 18 mesi, seguita da un progressivo ampliamento delle quote fino a un massimo del 54,9% nei cinque anni successivi. Qualora nessuna delle offerte venisse ritenuta adeguata, è contemplata anche l’ipotesi di un ricorso alla Borsa.
Non solo L’Oréal
Nel frattempo, anche EssilorLuxottica avrebbe manifestato il proprio interesse a entrare nel capitale della Giorgio Armani. Il gruppo guidato da Francesco Milleri, già partner della maison dal 1988 per la licenza eyewear (rinnovata fino al 2037), potrebbe considerare l’operazione come un rafforzamento del legame storico.
Una sinergia che si inserirebbe anche nella nuova direzione tecnologica intrapresa da EssilorLuxottica, che ha appena istituito un comitato scientifico dedicato all’innovazione nei dispositivi indossabili. In questo contesto, la forza del brand Armani potrebbe rappresentare un alleato strategico in ambito wearables.
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