Lo spread Btp-Bund torna a 100: cosa cambia per il debito italiano

Il differenziale con il titolo di Stato tedesco sale di cinque punti. Sui mercati resta alta la pressione sui bond, con il Treasury trentennale al 5,61%

Lo spread Btp-Bund torna a 100: cosa cambia per il debito italiano© ShutterShock

Lo spread tra Btp e Bund torna a quota 100 punti base, contro i circa 95 indicati nella seduta precedente, mentre il rendimento del decennale italiano resta intorno al 4,6%. Il movimento segna un ulteriore irrigidimento del mercato obbligazionario, senza però modificare sostanzialmente il quadro già emerso nelle ultime sedute.

La pressione è a livello globale. Negli Stati Uniti il Treasury a 30 anni ha raggiunto il 5,61%, massimo dal 2002, mentre continuano le vendite sulle scadenze più lunghe. Il rialzo dei rendimenti riflette ancora le aspettative di inflazione e di tassi elevati più a lungo, in un contesto condizionato dai prezzi dell’energia.

Per l’Italia il ritorno dello spread a tre cifre va letto insieme al livello assoluto dei rendimenti. Il differenziale misura infatti quanto il Btp paga in più rispetto al Bund tedesco, ma il costo effettivo delle nuove emissioni dipende dal rendimento del titolo italiano. Con il decennale ancora intorno al 4,6%, il Tesoro continua a rifinanziarsi a condizioni più onerose rispetto ai mesi estivi. L’impatto sui conti pubblici non è immediato: i titoli già emessi mantengono la propria cedola, mentre il maggior costo viene incorporato progressivamente nelle nuove emissioni e nei titoli in scadenza da rifinanziare.

Il nuovo massimo del trentennale americano conferma che la tensione non riguarda soltanto l’Italia. Anche negli Stati Uniti il mercato sta richiedendo rendimenti più elevati sulle scadenze lunghe, mentre il decennale resta sopra il 5%.

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