Leonardo riduce la quota in Avio, resta al 19%

Con un collocamento da 107 milioni il gruppo prepara il terreno per l’aumento di capitale della società di Colleferro (Rm)

Leonardo riduce la quota in Avio, resta al 19%Lo stabilimento di Avio a Colleferro (Rm) © Michele D'Ottavio

Leonardo ha completato con successo un’operazione di accelerated bookbuilding, vendendo circa 2,6 milioni di azioni di Avio, pari al 9,4% del capitale della società. Il prezzo di collocamento è stato fissato a 37,50 euro per azione.

L’operazione, destinata a investitori istituzionali, si inserisce nella strategia del gruppo guidato da Roberto Cingolani per rimanere azionista rilevante di Avio in vista dell’imminente aumento di capitale, che la società di Colleferro intende chiudere entro la fine dell’anno. Al termine della transazione, Leonardo scende così a una partecipazione del 19% circa nel capitale di Avio, rispetto al 28,7% precedente.

Il collocamento sarà regolato il 31 ottobre 2025, data in cui avverranno la consegna delle azioni e il pagamento del corrispettivo. Contestualmente, Leonardo ha assunto un impegno di lock-up di 90 giorni sulle azioni residue in suo possesso, conformemente alle consuetudini di mercato.

Il piano di Avio per crescere tra Italia e Stati Uniti

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, l’incasso per Leonardo si aggirerebbe intorno ai 107 milioni di euro. Per l’amministratore delegato Giulio Ranzo, l’aumento di capitale sarà lanciato non appena arriverà il via libera di Consob alla pubblicazione del prospetto informativo. I fondi raccolti andranno per l’80% alla costruzione di una nuova fabbrica negli Stati Uniti, che sarà operativa nel 2028 e darà lavoro a circa 400 persone, con una capacità annua di produzione di 700 tonnellate di propellente solido, espandibile fino al doppio. Il restante 20% sarà destinato al potenziamento degli impianti in Italia e all’integrazione con la filiera dei fornitori.

L’obiettivo strategico di Avio è rafforzare la propria capacità industriale per cogliere le opportunità di crescita nel settore della difesa e dello spazio, sia in Europa, dove il programma Safe (Security and Defence Action for Europe) mobiliterà fino a 150 miliardi di euro, sia negli Stati Uniti, in un contesto di crescente domanda del comparto.

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