Lagfin versa 405 milioni per chiudere la partita fiscale con il Fisco

Accordo transattivo tra la holding della famiglia Garavoglia e l’Agenzia delle Entrate. Rientrano in Lagfin le azioni Campari sequestrate a ottobre

Lagfin versa 405 milioni per chiudere la partita fiscale con il FiscoImmagine dal sito lagfin.lu

Lagfin, la holding lussemburghese della famiglia Garavoglia e azionista di maggioranza del gruppo Campari, ha raggiunto un accordo con l’Agenzia delle Entrate italiane per chiudere il contenzioso aperto sull’exit tax. L’intesa prevede il versamento di 405 milioni di euro in quattro anni, cifra che pone fine a una vicenda iniziata con il sequestro da 1,3 miliardi di euro in azioni Campari disposto dalla Procura di Monza a fine ottobre per presunta evasione fiscale.

Il pagamento sarà effettuato in parte subito, con un primo acconto da 152 milioni di euro entro il 31 dicembre 2025, mentre i restanti 253 milioni saranno corrisposti in rate trimestrali tra giugno 2027 e settembre 2029. Lagfin ha specificato che le somme saranno pagate utilizzando risorse già disponibili e accantonate.

Il ritorno delle azioni Campari

Secondo le contestazioni mosse dagli inquirenti, il mancato pagamento dell’imposta sarebbe legato all’operazione di fusione transfrontaliera tra Alicros, la precedente holding del gruppo, e Lagfin. L’operazione avrebbe generato plusvalenze per 5,3 miliardi di euro, senza che venisse versata la relativa exit tax.

Tuttavia, Lagfin ha sempre sostenuto di aver agito nel rispetto delle norme e di ritenere che la tassa non fosse applicabile in quel caso. In una nota ha spiegato di aver scelto comunque la strada dell’accordo per evitare un lungo contenzioso legale, che si sarebbe protratto per anni, anche a tutela degli azionisti di Campari.

Con la firma dell’intesa, Lagfin ottiene inoltre la revoca del sequestro delle azioni Campari pari al 16% del capitale, che tornano così nella piena disponibilità della holding.

Assetti societari

L’accordo non coinvolge direttamente Campari, che resta estranea all’inchiesta. La società è però parte indirettamente interessata, in quanto il pacchetto azionario sequestrato era in capo al suo principale azionista.

Lagfin controlla attualmente il 51,3% del capitale e oltre l’80% dei diritti di voto della Davide Campari Milano NV. Come riportato in un articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera, il 50,797% del capitale di Lagfin fa capo alla fondazione Doro Anstalt, con sede in Liechtenstein, interamente posseduta dal 24enne Alessandro Garavoglia. Suo padre, Luca Garavoglia, presidente di Campari, conserva meno dello 0,5% di Lagfin, ma attraverso questa quota guida le attività della holding e svolge il ruolo di socio accomandatario, quindi gestore. La sorella Alessandra Garavoglia, consigliere di amministrazione di Campari, detiene invece il 48,662% di Lagfin.

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