Al World Economic Forum di Davos 2026, la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, ha offerto una visione prudente ma ferma rispetto alle prospettive economiche globali. Ha enfatizzato la necessità di chiarezza, cooperazione internazionale e attenzione alle disuguaglianze.
Il suo intervento al panel Global Economic Outlook è stato uno dei più seguiti, in un’edizione del forum segnata da profonde tensioni geopolitiche e da visioni divergenti sul futuro dell’economia mondiale.
Le dichiarazioni di Christine Lagarde
Al Davos 2026, le parole di Christine Lagarde sono apparse particolarmente legate alle dichiarazioni entusiastiche sulla crescita statunitense, con stime per il quarto trimestre del 5,4% che – secondo la presidente della Bce – richiedono una lettura corretta e depurata dall’inflazione per comprenderne il reale impatto.
Dal punto di vista geopolitico, ha espresso una posizione moderata rispetto ad altri interventi in programma a Davos. Pur riconoscendo che i policymaker devono prepararsi a scenari alternativi nella governance economica globale, ha negato che si sia di fronte a una “rottura totale dell’ordine mondiale”, suggerendo piuttosto la necessità di piani alternativi – che ha definito “piano B o piani B” – per affrontare un contesto in rapido cambiamento.
Il ruolo delle istituzioni secondo la Bce
Un altro tema centrale del suo discorso ha riguardato la fiducia nelle istituzioni. Lagarde ha sottolineato che “basta poco per erodere la fiducia” e che, una volta compromessa, è difficile da ricostruire. Per questo motivo, ha ribadito l’importanza di trasparenza e dialogo tra le principali istituzioni economiche e politiche: “Il nostro dovere… è senza dubbio quello di ricostruire ciò che può essere stato compromesso”, ha dichiarato la presidente.
Ha anche richiamato l’attenzione sulle disuguaglianze crescenti nella distribuzione della ricchezza, evidenziando come queste possano generare problemi sociali ed economici significativi, se non affrontate con politiche adeguate. Secondo Lagarde, l’attenzione alle disuguaglianze non è solo una questione etica, ma un elemento fondamentale per sostenere la stabilità e la resilienza delle economie moderne.
Infine, ha espresso un sentimento personale, ma significativo, sul rapporto tra Europa e Stati Uniti: “Nutro una grande fiducia e un grande affetto per il popolo americano”, ha detto. Auspica che “i valori profondamente radicati” prevalgano malgrado le tensioni. Questo passaggio riflette la volontà di mantenere solidarietà e cooperazione transatlantica, pur riconoscendo le sfide politiche e commerciali in corso.
In sintesi, il contributo di Christine Lagarde al World Economic Forum di Davos 2026 è stato un richiamo sobrio alla realtà economica, alla necessità di cooperazione internazionale e alla centralità della fiducia e dell’accuratezza dei dati nel guidare le scelte politiche ed economiche globali.
© Riproduzione riservataBce, chi prenderà il posto di Christine Lagarde: i nomi in lizza

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