Kering, ricavi in calo nel 2026: pesa Gucci ma crescono gioielli ed eyewear

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Il Gruppo Kering archivia il primo trimestre del 2026 con risultati ancora in calo, ma accompagnati da segnali di progressiva stabilizzazione: i ricavi si attestano intorno ai 3,56-3,57 miliardi di euro, in diminuzione del 6% a cambi correnti, ma sostanzialmente stabili su base comparabile. Un dato che, secondo l’amministratore delegato Luca de Meo, rappresenta “un primo passo importante” nel percorso di rilancio del Gruppo.

I dati sui ricavi Kering

A pesare sui conti continua a essere il core business della moda e pelletteria, che registra un calo del 9%. In particolare, il marchio di punta Gucci evidenzia una flessione significativa. I ricavi scendono a circa 1,35 miliardi di euro, in calo del 14%.

La maison attraversa infatti una fase di transizione, legata anche al rinnovamento creativo e all’attesa delle nuove collezioni, elemento che incide sulle performance nel breve periodo. Nonostante ciò, il brand mostra segnali incoraggianti in alcuni mercati come il Nord America, dove le vendite risultano in crescita.

Più positive le dinamiche degli altri segmenti del Gruppo. La divisione gioielli segna una performance particolarmente brillante, con ricavi in aumento del 14% e livelli record, trainati da marchi come Boucheron e Pomellato.

Anche l’eyewear continua la sua traiettoria di crescita, con un incremento del 3% e il miglior trimestre di sempre, sostenuto dalla domanda globale.

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Diversificazione geografica

Dal punto di vista geografico, il quadro resta eterogeneo. Se il Nord America si conferma un mercato dinamico, persistono difficoltà in Asia, in particolare in Cina, e in Medio Oriente, dove le tensioni geopolitiche hanno portato a un calo dell’11% nel canale retail. L’area rappresenta circa il 5% del fatturato del gruppo e rimane strategica, nonostante la volatilità.

Guardando al futuro, Kering mantiene l’obiettivo di tornare a una crescita sostenibile entro il 2026, migliorando al contempo la redditività. Il piano di trasformazione, che sarà illustrato nel dettaglio, punta su strategie di marca più mirate, innovazione di prodotto e maggiore efficienza operativa. Centrale sarà il rilancio di Gucci, considerato il principale driver per il ritorno alla crescita dell’intero gruppo.

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