All’indomani della vittoria per 1-0 sul campo del Bologna, che rilancia le ambizioni europee della squadra bianconera, un’altra sfida si gioca lontano dal campo. E riguarda il futuro proprietario della Juventus Football Club. Tether Investments, controllata salvadoregna del colosso delle criptovalute, ha presentato lo scorso venerdì sera un’offerta vincolante per acquistare da Exor, la holding della famiglia Agnelli, il suo 65,4% del capitale del club. Ma già sabato pomeriggio, il consiglio di amministrazione di Exor ha respinto all’unanimità la proposta.
Il valore dell’operazione sarebbe stato di 1,1 miliardi di euro, interamente in contanti. L’offerta, da 2,66 euro per azione, incorporava un premio del 21% rispetto alla chiusura di Borsa dell’11 dicembre. Una volta acquisita la quota di controllo, Tether avrebbe lanciato un’Opa per rilevare il resto delle azioni e ha promesso un investimento aggiuntivo di 1 miliardo di euro per rafforzare la prima squadra e sostenere la crescita societaria.
Paolo Ardoino, Ceo di Tether, ha motivato così la proposta: “La Juventus è parte della mia vita. È un simbolo di eccellenza italiana”. Tether, già secondo azionista del club con l’11,5% del capitale, ha ribadito la volontà di supportare la società con capitale stabile e un orizzonte di lungo termine.
Exor chiude la porta: “La Juventus non è in vendita”
Ma Exor ha fatto muro. In un comunicato ufficiale, la holding ha ribadito la posizione già espressa in passato: “Non abbiamo alcuna intenzione di vendere quote della Juventus a soggetti terzi”. John Elkann, amministratore delegato di Exor, ha chiarito in un video (visibile anche qui sotto): “La Juve fa parte della mia famiglia da 102 anni. I nostri valori non sono in vendita”.
La tensione tra i due soggetti si è intensificata negli ultimi mesi: Tether aveva chiesto maggiore rappresentanza nel club e voce in capitolo sull’aumento di capitale da 110 milioni di euro. Dopo diversi no, era riuscita a ottenere solo l’elezione di Francesco Garino nel consiglio di amministrazione.
La partita resta aperta: nuovo rilancio in arrivo
Nonostante il secco rifiuto, la partita resta aperta. Secondo il Corriere dello Sport, Tether starebbe preparando un aumento dell’offerta, nella consapevolezza che l’equity value di 1,1 miliardi non rispecchia il reale valore del club. I ricavi dell’ultimo bilancio si attestano a 420 milioni di euro, e applicando i consueti multipli di mercato, il valore d’impresa della Juventus oscillerebbe tra 2,1 e 2,6 miliardi di euro, circa il doppio di quanto investito tree anni fa da Redbird per l’Ac Milan. Detraendo i debiti finanziari, il valore delle azioni si collocherebbe tra 1,8 e 2,3 miliardi, ben al di sopra della proposta iniziale.
In attesa del possibile rilancio, atteso prima della scadenza ufficiale dell’offerta fissata per il 22 dicembre alle ore 18, Tether potrebbe anche contare sul sostegno mediatico e sul consenso di alcuni piccoli azionisti. Lo slogan “Make Juventus Great Again”, già rilanciato sui social, accompagna l’iniziativa e alimenta l’attenzione sulla mossa del gruppo cripto.
C’è però chi ipotizza anche un’altra chiave di lettura. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, l’operazione potrebbe avere anche un risvolto pubblicitario, con l’intento di aumentare la visibilità internazionale di Tether sfruttando la forza mediatica del calcio italiano.
Al di là delle strategie, la posizione di Exor non appare negoziabile, come dimostrano le parole di Elkann e la linea finora mantenuta.
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Juan Cabal festeggia il gol che ha regalato il successo alla Juventus contro il Bologna nella gara di campionato giocata nella serata di domenica 14 dicembre 2025 © Photo by Marco Mantovani/Getty Images




